Le ricerche comprendono inoltre accentuazioni specifiche sui farmaci prescritti dal medico (44%) e sui farmaci da banco (35%). Per tutti però il medico di base rimane il riferimento centrale.
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1 italiano su 2 cerca attivamente informazioni sulla salute in rete. Il web è facile da consultare, utile e affidabile. Il tipo di informazioni ricercate variano a seconda della gravità delle condizioni di salute con chi ha problemi più gravi che cerca per il 59,3% informazioni sui centri di eccellenza e per l’83,7% sullo specifico problema di salute, mentre tra chi non ha problemi di salute specifici il 58,2% cerca informazioni su corretti stili di vita o comportamenti salutistici.

A svelarlo è una ricerca realizzata da Gfk coinvolgendo oltre 2 mila individui e presentata a Roma in occasione dell’incontro “La salute in rete: progresso o pericolo?”, promosso all’Università La Sapienza e dall’organizzazione non-profit IBSA Foundation. Secondo i dati discussi la quota di italiani che si affida alla rete sale a due terzi nella fascia d’età tra i 25 e i 55 anni e la principale fonte di informazione in rete sono i siti web, mentre blog e forum vengono utilizzati da 1 italiano su 4, prevalentemente giovani.

In generale, per il 48% degli italiani le informazioni in tema di salute trovate in rete influenzano decisioni e comportamenti futuri e spesso i medici vivono tutto ciò come una vera e propria minaccia. Solo il 10% dei medici di base e il 17% degli specialisti ritiene utile cercare informazioni su internet e utilizzarle per confrontarsi con il medico e comprendere meglio la propria situazione, e probabilmente alla base di questa opinione c’è la convinzione che informarsi sul web possa rendere più difficile il rapporto medico-paziente, timore espresso dal 42% dei medici di base e dal 33% degli specialisti.

«La salute è uno dei campi della vita sociale in cui la comunicazione può giocare un ruolo significativo sul piano dell’affidabilità e dell’efficacia – ha osservato Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza – La salute, sottoposta alla revisione critica della comunicazione, migliora e potenzia la sua efficacia, favorendo la definizione e la diffusione dei ‘saperi esperti’. Tuttavia oggi assistiamo alla crisi della mediazione nella professione medica»

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