L’inchiesta vede indagati 5 chirurghi in relazione a presunti errori medici commessi nel corso di 21 interventi eseguiti tra il maggio 2017 e l’aprile 2018

Sarebbero 11 i decessi ascrivibili a presunti errori medici su cui si concentrano i sospetti degli inquirenti nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto, la scorsa primavera, una clinica del salernitano. Il fascicolo vede indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, cinque chirurghi in servizio presso la struttura.

I consulenti della Procura, come riferisce il quotidiano Il Mattino, avrebbero esaminato le cartelle di 82 pazienti ricoverati e sottoposti a intervento chirurgico fra il 5 maggio 2017 e l’11 aprile 2018. Le indagini avrebbero portato anche alla riesumazione di sette cadaveri.

Dagli accertamenti effettuati emergerebbero “profili di colpa professionale penalmente rilevanti” in relazione al trattamento di 21 pazienti.

Alcuni interventi – riporta il Mattino – sarebbero stati eseguiti a carico di pazienti ‘inoperabili’, ovvero afflitti da gravissime patologie che con tutta probabilità, non lasciavano intravedere reali possibilità di guarigione. Altri sarebbero invece stati inutili perché privi di finalità terapeutica, mentre altri ancora avrebbero generato delle complicanze che poi i sanitari non sarebbero stati in grado di gestire.

Tra i casi in cui gli esperti avrebbero accertato una correlazione causale tra la condotta dei sanitari e le morti sospette, figura, ad esempio, quello di un paziente 84enne affetto da una neoplasia estesa che aveva intaccato più organi.

L’anziano sarebbe stato operato e dimesso in condizioni critiche attraverso una procedura, a detta dei periti, “non corretta”. L’intervento, infatti, è stato valutato “ad elevatissimo rischio di decesso”.

Un altro uomo, 70enne obeso, diabetico e cardiopatico, precedentemente ricoverato dall’ospedale di Polla per un ittero ostruttivo da neoplasia, sarebbe stato sottoposto a intervento chirurgico con la rassicurazione, da parte dei medici nei confronti dei familiari, di una probabilità di riuscita dell’intervento pari al 90%. Secondo i consulenti della Procura, invece, il paziente si sarebbe trovato “in una condizione di elevatissimo rischio operatorio”.

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