Il medico è accusato di corruzione, turbativa d’asta e indagato per lesioni; su quest’ultima ipotesi di reato le intercettazioni telefoniche rivelano particolari inquietanti

“Eh, l’ho rotto. Gli ho fatto la via d’accesso bikini, per allenarmi. Oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi, no!”. Emergono particolari inquietanti dall’inchiesta che ha condotto ieri all’arresto del primario ortopedico dell’Ospedale Gaetano Pini di Milano, Norberto Confalonieri, accusato di corruzione e turbativa d’asta.
Le intercettazioni telefoniche hanno infatti rivelato un quadro compromettente per il medico anche sul versante dell’altra ipotesi di reato per cui è finito sotto indagine: lesioni ai danni di almeno tre pazienti operati agli arti inferiori con la tecnica della navigazione chirurgica computerizzata.
In una telefonata del 26 marzo 2016 Confalonieri racconta al suo interlocutore di aver causato la rottura del femore di una paziente di 78 anni in modo da potersi ‘allenare’ per un’operazione con la tecnica non invasiva di accesso frontale che avrebbe eseguito su un altro paziente in regime privato. L’anziana vittima di tale condotta era una paziente dell’altro istituto in cui il medico esercitava, la casa di cura San Camillo, dove era stata operata in regime pubblico.
Da un’altra telefonata a un coordinatore infermieristico dell’Ospedale Pini, datata 18 aprile 2016, si evincerebbe poi come l’ortopedico rimediasse agli errori commessi sui pazienti della San Camillo, rioperandoli presso il nosocomio di Sesto San Giovanni. “Ho bisogno di un posto letto per domani se riesci a farlo perché ho rotto un femore a una paziente della San Camillo e devo rifarlo. Se va in mano ad un altro collega – aggiunge Confalonieri – sono finito”.
Secondo il Giudice per le indagini preliminari il primario avrebbe avuto un atteggiamento ‘estremamente interventista’, come confermano anche le testimonianze di alcuni colleghi. Una condotta rischiosa per i pazienti, che lo avrebbe messo anche in contrasto con altri medici, come quando, a fronte di ulteriori approfondimenti medici chiesti da una cardiologa prima di un’operazione, affermò: ‘Andiamo avanti… andiamo avanti… non mi fotte un cazzo a me della cardiologa’. In un’altra circostanza sembra invece che, pur sapendo che un membro della sua equipe aveva la varicella ed era infettivo, lo aveva voluto lo stesso in sala operatoria.
Intanto la ASST Pini-CTO fa sapere che in relazione alla notizia delle indagini a carico del dottor Norberto Confalonieri, Direttore dell’Unità Operativa Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero CTO, sta collaborando con le Autorità competenti per mettere a disposizione degli inquirenti tutto il materiale utile a supporto delle indagini. “L’ASST che è del tutto estranea agli addebiti mossi al dottor Confalonieri, è viceversa interessata – si legge in una nota – all’accertamento di quanto accaduto, e valuterà la situazione in relazione a quanto emergerà dalle indagini”.

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