L’episodio di violenza si è verificato all’ospedale di Isernia, dove un medico è stato aggredito con un pugno mentre si apprestava a intervenire per un’urgenza

“Ero stato chiamato per un’urgenza. Appena sono arrivato una persona mi ha chiesto se ero un rianimatore e mi ha sferrato un pugno. Nonostante fossi tramortito ho prestato assistenza e poi mi sono recato in Pronto Soccorso, non potendo portare a termine il turno per le condizioni di salute”. Così David Di Lello, anestesista in servizio all’ospedale Veneziale di Isernia racconta l’episodio che lo ha visto vittima di un’aggressione da parte del familiare di un paziente ricoverato. Il medico, colpito con un pugno all’orecchio, ha riportato ferite giudicate guaribili in 8 giorni.

Il professionista, Presidente regionale dell’AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) ha deciso di sporgere denuncia. “Purtroppo – ha affermato il camice bianco – le aggressioni ai medici riportate dagli organi d’informazione sono, ormai, praticamente quotidiane, dunque non ho voluto che passasse impunito quello di cui sono stato vittima, denunciandolo, perché, anche in considerazione della carica sindacale che rivesto, ritengo di dover essere di esempio e tutela per i colleghi affinché in futuro non accadano più episodi simili”.

“Occorrono più tutele e garanzia di sicurezza negli ambienti di lavoro per i medici e per il personale sanitario tutto”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente Nazionale del Sindacato, Alessandro Vergallo, che ha evidenziato come gli Anestesisti Rianimatori, dei Pronto Soccorso e del 118, chiamati a curare i pazienti più gravi, siano di gran lunga i più esposti al rischio di aggressioni, particolarmente nei contesti lavorativi nei quali vi siano carenze organizzative e di personale. Vergallo ha quindi rivendicato il diritto dei colleghi a svolgere il proprio lavoro, già di per sé impegnativo, in tranquillità e senza doversi guardare alle spalle.

Solidarietà a Di Lello anche dal Comitato Centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO). “Anche in tempo di Covid-19, anche nel clima di grande sostegno verso i medici e gli infermieri – ha sottolineato il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – gli episodi di violenza contro gli operatori sanitari, pur diradati nel tempo, continuano a verificarsi. Aspettiamo con fiducia la celere approvazione definitiva, da parte del Senato, del Disegno di Legge sulla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Questo provvedimento attiverà anche l’Osservatorio: sarà così possibile mettere in campo tutte quelle strutture di carattere amministrativo che consentiranno di monitorare gli episodi di violenza e di attuare gli opportuni correttivi e le più efficaci di prevenzione”.

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