In materia di responsabilità ostetrica la prova tecnica prevale su quella testimoniale: la CTU e la cartella clinica sono decisive per accertare il nesso causale, soprattutto in casi di parto complesso e danni neonatali.
Con l’ordinanza n. 4115/2026 (depositata il 19 febbraio 2026), la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione è intervenuta su un tragico caso di responsabilità ostetrica, ribadendo i confini tra prova testimoniale e accertamento tecnico-scientifico. Il caso riguardava un neonato che aveva riportato una paralisi cerebrale totale a causa di un’asfissia prolungata durante il parto, avvenuto nel 2007 (Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, sentenza n. 4115, depositata il 19 febbraio 2026).
Il cuore della controversia: ventosa o cesareo?
I genitori del minore avevano citato l’Azienda Sanitaria sostenendo che i medici avessero insistito indebitamente con tentativi di estrazione mediante ventosa ostetrica (per ben sette volte, secondo la…





