La decisione di allargare a due Aree vaste la sperimentazione della pillola RU486 è stata presa dalla Regione visti i risultati positivi raggiunti

Verrà estesa fino al 30 settembre 2018 la sperimentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica tramite la pillola RU486, riducendo in tal modo la necessità di ricovero ospedaliero.
Lo ha stabilito la Regione Marche dando il via libera all’Azienda sanitaria unica regionale (Asur) al fine di procedere “alla graduale messa a regime del modello assistenziale su tutto il territorio regionale”.
La sperimentazione della RU486, nella sua prima fase, era stata avviata nel 2016 nel Distretto 4 di Senigallia (An), per poi concludersi a inizio 2017. Come avvenuto anche in altre regioni, questa prima fase ha privilegiato il Day Hospital rispetto alla degenza ospedaliera.
L’obiettivo era, fin dall’inizio, quello di puntare su una maggiore integrazione con il territorio attraverso il coinvolgimento dei Consultori.
Secondo il presidente della Commissione Sanità Fabrizio Volpini tale sperimentazione “viene riproposta per definire un modello rispondente alle realtà marchigiana, mettendo a fuoco le questioni emerse e le indicazioni ricavate dall’esperienza dei primi mesi in cui si è testata la sperimentazione, in modo da evitare, a regime, i ricoveri non necessari e la pratica chirurgica”.
Inoltre, a distanza di sei mesi dall’avvio della prima sperimentazione, gli operatori sanitari coinvolti hanno avuto modo di effettuare una verifica dei risultati che sono stati poi discussi dal Comitato percorso nascite regionale. Da questa indagine è emerso che tutte le donne che hanno fatto richiesta, hanno potuto accedere al percorso Ivg farmacologico.
Ebbene, queste rilevazioni sul trattamento con la RU486 hanno confermato l’efficacia del trattamento nel 90% dei casi. Mentre l’87% delle donne sottoposte a Ivg farmacologica ha aderito al metodo contraccettivo, dopo un confronto con gli esperti del Consultorio.
Quanto alle tempistiche, tra la richiesta e l’accesso al Consultorio sono trascorsi uno o due giorni in media, mentre tra accesso al Consultorio e primo accesso al Day Hospital la media è stata di 7-8 giorni, con uno scostamento tendente allo “zero” rispetto alla legge 194/78 che stabilisce obbligatoriamente 7 giorni di “attesa per il ripensamento”.
 
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