Tra i destinatari dei provvedimenti figurano imprenditori, medici e dipendenti dell’Asl accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni del Ssn

I Carabinieri del Nas hanno eseguito nelle scorse ore 17 misure cautelari nei confronti di imprenditori, medici e dipendenti della Asl di Caserta. Sono accusati del reato di associazione per delinquere finalizzata al falso, alla corruzione, alla ricettazione e alla truffa aggravata ai danni del Ssn. Nello specifico, l’inchiesta, coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, ha portato a cinque arresti in carcere, nove ai domiciliari e cinque misure sospensive e interdittive.

Le indagini sono partite da una segnalazione del direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Caserta riguardante una spesa farmaceutica anomala generata da un medico di base che risultava quasi cinque volte superiore alla media nazionale: 808 euro a paziente rispetto a 167 euro.

l sistema ruotava intorno a quattro laboratori di analisi, tutti gestiti da un unico nucleo familiare riconducibile a un volto noto della politica casertana, e consisteva nella redazione in proprio, da parte dei responsabili delle strutture o loro stretti collaboratori, di ricette mediche, alcune delle quali provenienti da furti di interi ricettari in bianco, asportati dall’Asl di Napoli 2, e intestate poi ad ignari pazienti. 

A emetterle sarebbero stati 4 medici di base compiacenti, uno nel frattempo deceduto. Gli altri 3 sono destinatari del provvedimento di interdizione eseguito dai Nas

Le ricette, venivano poi presentate all’Asl di Caserta per il successivo rimborso. A questo punto entravano in gioco – secondo l’ipotesi accusatoria – alcuni dipendenti dell’Asl, anche loro corrotti, che omettevano di addebitare alle stesse società accreditate con il servizio sanitario nazionale, somme che  dovevano necessariamente essere stornate dai rimborsi.

Le indagini hanno poi evidenziato che i responsabili dei laboratori ed i loro collaboratori, avrebbero emesso una serie di false certificazioni medico sportive, rilasciate a timbro e firma di ignari specialisti, da cui scaturivano una serie di prescrizioni mediche per esami di laboratorio. Il tutto determinando un grave rischio per i destinatari delle certificazioni di idoneità sportiva, che venivano emesse anche in presenza di patologie non diagnosticate e dunque non certificate.

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