AAF (Associazione Aiuto Famiglia): per evitare la violenza contro le donne servono azioni per avviare uomini aggressivi verso programmi di educazione all’affettività

Si celebra oggi la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata dalle Nazioni Unite. Una ricorrenza che riaccende i riflettori su quella che nel nostro Paese rappresenta una vera e propria piaga, da nord a sud, senza distinzioni. Le statistiche, infatti, non sono rincuoranti: se da un lato rispetto al 2018 si assiste a una diminuzione generalizzata di violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, di contro sale il numero dei femminicidi.

“La violenza sulle donne, di qualsiasi natura essa sia, non è accettabile “ spiega Aldo Vincenzo Delfino, presidente di AAF (Associazione Aiuto Famiglia), una realtà che svolge attività di supporto, anche su scala nazionale, verso quelle persone che intendano migliorare il rapporto o difenderlo da crisi o peggio ancora da rotture.

“Nelle situazioni con cui veniamo in contatto – sottolinea – è emerso un aspetto da non sottovalutare: le donne che cercano il nostro aiuto per risollevare le sorti della relazione con il partner, sono sempre di più vittime di violenze psicologiche”.

Giunte a quel punto, però – secondo l’Associazione –  non devono più tormentarsi per recuperare la storia ma cercare di occuparsi di se stesse, del loro bene e dei figli, laddove ci siano.

L’aspetto positivo – prosegue Delfino – è che le donne che si interfacciano con AAF stanno cominciando a non accampare scuse o inventare storie poco credibili, come accadeva in passato. “Oggi se c’è violenza nella storia, lo dicono. Certamente non tutte sono pronte a farlo, sia chiaro, ma l’ammissione del problema può essere considerato l’inizio per la sua risoluzione. Almeno in linea teorica”.

Nella pratica, infatti, ci sono  uomini che, assolutamente non impensieriti dalle conseguenze penali delle loro azioni, e si trasformano in carnefici.

“Dobbiamo impegnarci tutti, a ogni livello, per evitare la violenza sulle donne” continua il rappresentante dell’Associazione Aiuti Famiglia.  “Non smettiamo allora di parlare delle misure penali per chi si macchia di questi atroci delitti e degli strumenti che le donne possono adottare per tutelarsi, non limitiamoci ad ammonire chi compie atti violenti o persecutori nei confronti del gentil sesso, ma organizziamo azioni per avviare uomini violenti verso programmi di educazione all’affettività e riabilitazione perché non compiano più atti che offendano la dignità e attentino all’incolumità della donna”.

L’ AAF, in tal senso, sta creando gruppi di confronto per promuovere nelle nuove generazioni l’educazione alla non-violenza e il rispetto delle relazioni e gruppi di auto mutuo aiuto per persone maltrattanti. “C’è bisogno di cultura – conclude Delfino – oltre che di cura e riabilitazione”.

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