Nei primi giorni del 2020 si sono moltiplicati gli episodi di violenza nei confronti del personale sanitario, soprattutto nel territorio di Napoli. Lo SMI scrive al Ministro Speranza: occorre un impegno per ristabilire un nuovo patto di rispetto reciproco tra pazienti, personale sanitario e istituzioni

A Napoli due camici bianchi sono stati aggrediti da pazienti psichiatrici; un’ambulanza e gli operatori del 118 a bordo sono stati sequestrati da un gruppo di ragazzi e costretti a soccorrere un amico 16enne con una distorsione al ginocchio. A Sassari un mezzo di soccorso della Croce Medica è stato addirittura dato alle fiamme. Sono solo alcuni degli episodi di violenza nei confronti del personale sanitario che si sono registrati in questi primi giorni del 2020.

La situazione più preoccupante si registra proprio nel capoluogo partenopeo dove il il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha stabilito l’installazione, a partire dal 15 gennaio, delle prime telecamere sulle ambulanze in servizio nel territorio, e la realizzazione, da parte dei presidi ospedalieri, di sistemi di videosorveglianza collegati con le centrali delle Forze di polizia.

In tale contesto il Segretario generale dello SMI (Sindacato Medici Italiani), Pina Onotri, ha scritto una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza, per porre l’attenzione su una questione nazionale, ritenuta “rappresentativa di una grave regressione sociale e culturale del nostro Paese”.

Per il Sindacato le soluzioni prospettate in questi giorni da alcune dirigenze di Aziende Sanitarie Locali – quali repressione, denunce e pene maggiorate, telecamere – sicuramente potrebbero servire, ma resta il dubbio che non siano del tutto risolutive per arginare il malcontento, l’insoddisfazione, la domanda di salute di chi arriva nei negli ospedali e negli studi medici.

La convinzione dell’organizzazione è che occorra un impegno per ristabilire un nuovo patto di rispetto reciproco tra pazienti, personale sanitario e istituzioni.

In particolare, serve “una rinnovata capacità di programmazione per la gestione della tempistica di accesso e presa in carico dei pazienti”.

A tal fine è indispensabile un forte rilancio della medicina del territorio, oltre alla piena valorizzazione della medicina generale, nonché di quella ospedaliera, “garantendo la capillarità dei servizi su tutto il territorio nazionale, implementando gli organici e assicurando stipendi ai medici italiani in media con quelli degli altri paesi europei”.  

Lo SMI auspica, quindi, una pronta approvazione del DDL per contrastare la violenza nei confronti dei medici e degli operatori sanitari. Il varo del provvedimento, ancora fermo presso la Commissione Affari Sociali della Camera, potrebbe rappresentare un significativo passo in avanti. Da qui la richiesta al Ministro Speranza di mettere in cima alle sue priorità un’azione di sensibilizzazione verso il Parlamento per una celere approvazione di una misura normativa che possa aprire una nuova stagione di rapporti tra i medici, i sanitari e la società. “Lo Stato – conclude Onotri – deve difendere, una volta e per tutte, questi professionisti perché rappresentano un bene comune per la tutela della salute di persone in cerca di aiuto e di cure”.

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