Il Tribunale di Napoli ha chiarito che l’errore commesso nella fase di triage del Pronto Soccorso può integrare una condotta sanitaria colposa fonte di responsabilità della struttura ospedaliera, quando l’erronea classificazione dell’urgenza determini un ritardo nella presa in carico del paziente e tale ritardo comporti la perdita di una seria, concreta e apprezzabile possibilità di sopravvivenza (Trib. Napoli, sent. n. 5140 del 26/03/2026).
I fatti di causa
La vicenda traeva origine dall’accesso di un paziente, già affetto da cardiopatia, presso una struttura ospedaliera a causa di forti dolori toracici. In sede di triage gli veniva attribuito il codice verde, con conseguente inserimento nel normale percorso di attesa, mentre il codice corretto, secondo quanto successivamente accertato in sede peritale, avrebbe dovuto essere quello giallo, coerente con un livello di urgenza maggiore. La classificazione iniziale assume quindi rilievo determinante perché il triage non costituisce una mera attività amministrativa, ma rappresenta il primo momento di valutazione clinico-assistenziale e stabilisce la priorità con la quale il paziente deve essere preso in carico.
Il paziente rimaneva quindi in sala d’attesa per un periodo significativo, fino a quando veniva colto da sincope e arresto…




