Attraversamento della strada con il semaforo rosso, seppur sulle strisce pedonali, e viene investita da un autoveicolo (Cassazione civile, sez. VI, dep. 20/04/2022, n.12636).

Attraversamento della strada con il semaforo pedonale rosso e viene investita, seppure percorreva le strisce pedonali.

La danneggiata cita a giudizio la Compagnia designata per il FGVS e deduce che mentre era intenta nell’attraversamento della strada, in prossimità delle strisce pedonali, veniva investita da una autovettura priva di copertura assicurativa, riportando gravi lesioni.

Il Tribunale accoglieva parzialmente la domanda attorea, condannando i convenuti al pagamento della metà del risarcimento del danno accertato, in ragione del concorso colposo del pedone nella causazione del danno. Il Giudice di primo grado riteneva, in sintesi, che l’attrice con l’attraversamento della strada con il semaforo rosso e con un’andatura molto repentina, impediva al conducente dell’auto qualsiasi manovra di emergenza per evitare la collisione.

La donna propone appello, domandando il riconoscimento dell’esclusiva responsabilità del veicolo e lamentando la valutazione delle prove effettuata dal Giudice di primo grado. In particolare, evidenzia che durante l’interrogatorio formale aveva riferito di non aver controllato il colore del semaforo prima di attraversare, ma da ciò non poteva desumersi l’automatico colore rosso del semaforo.

La Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, confermava la statuizione del Giudice di prime cure, ritenendo provata la circostanza dell’attraversamento della strada frettoloso e distratto del pedone sulla base di quanto dichiarato dal teste escusso e dalla stessa attrice all’esito dell’interrogatorio formale. La donna, infatti, rileva la Corte territoriale, dichiarava di non aver fatto neppure caso al colore del semaforo ed alla posizione della vettura rispetto al pedone, a seguito dell’investimento.

Il pedone si rivolge alla Cassazione contestando la motivazione illogica in ordine all’accertamento del repentino attraversamento della strada. La Corte territoriale avrebbe errato nel desumere la distrazione della ricorrente dalla sua stessa confessione perché ha ammesso di aver attraversato senza avere controllato il colore del semaforo. Da ciò avrebbe, erroneamente, dedotto l’attraversamento della strada con il rosso.

Secondo la ricorrente, invece, gli unici fatti noti attraverso i quali la Corte sarebbe giunta a ritenere l’attraversamento della strada avvenuto con il semaforo rosso sarebbero l’attraversamento in prossimità delle strisce pedonali a passo veloce e senza aver prestato attenzione alla lanterna semaforica.

Parte ricorrente, sintetizzando, richiede una rivalutazione dei dati fattuali e in particolare probatori, il cui giudizio rimane nella piena discrezionalità del Giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità.

Spetta, in via esclusiva, al Giudice di merito il compito di individuare le fonti del proprio convincimento, di controllarne l’attendibilità e la concludenza e di scegliere, tra le complessive risultanze del processo, quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad essi sottesi, dando così liberamente prevalenza all’uno o all’altro dei mezzi di prova acquisiti, salvo i casi tassativamente previsti dalla legge.

La Corte territoriale ha confermato il concorso colposo della ricorrente sulla base di più elementi ricavabili sia dalla posizione dell’auto, sia dal rapporto della polizia stradale sia dalle testimonianze. Ha perciò ritenuto che l’attraversamento della strada sia avvenuto in maniera distratta e ad una velocità repentina.

Il ricorso viene dichiarato inammissibile.

La redazione giuridica

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