Assunzioni di 50 mila precari, il ministro Madia firma la circolare

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Decise le assunzioni di 50 mila precari. Le stabilizzazioni potranno partire già da gennaio 2018 senza aspettare il piano triennale dei fabbisogni

È arrivato il via libera alle assunzioni di 50 mila precari da parte del ministro Madia, che ha firmato la circolare per la stabilizzazione del precariato storico.
Questa era prevista da tempo dalla riforma che porta il suo nome.
La circolare che permetterà le assunzioni di 50 mila precari, dà indicazioni alle amministrazioni pubbliche che potranno attivarsi subito. Nello specifico, a partire da gennaio 2018, per il triennio 2018-2020.
Non sarà quindi necessario aspettare il piano triennale dei fabbisogni, tenendo conto però dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione e delle figure professionali già presenti nella pianta organica.
Quanto alle amministrazioni, occorrerà che queste facciano una ricognizione del personale potenzialmente interessato e delle esigenze di professionalità da reclutare.
La circolare riguardante le assunzioni di 50 mila precari fornisce un piano organico per risolvere il problema a livello generale.

Il testo firmato dalla ministra Madia impone anche il divieto di riproporre nuovi contratti di tipo precario per il futuro.

A essere consentite saranno solo le cosiddette collaborazioni genuine.
“Il divieto è infatti circoscritto esclusivamente alle professionalità e alle posizioni oggetto delle procedure di reclutamento speciale” si legge nella circolare.
Quanto a quelle amministrazioni che abbiano necessità di ricorrere a tipologie di lavoro flessibile, queste dovranno privilegiare “l’utilizzo di risorse di turn over ordinario nel rispetto del principio dell’adeguato accesso dall’esterno”.
Al termine del periodo maturato sarà possibile far valere rapporti di lavoro flessibile.
Verranno quindi introdotte importanti novità rispetto ad analoghi precedenti interventi legislativi in materia.

A essere assunti saranno anche i vincitori di concorso. Ai precari storici non vincitori di concorso sarà invece assegnata una riserva del 50% nei bandi di concorso.

Non solo. Sono coinvolti anche gli assegni di ricerca, che per la prima volta sono stati parificati a tempi determinati e co-co-co.
Per quanto riguarda il requisito del periodo di 3 anni di lavoro negli ultimi 8 anni, questo può essere conseguito anche con attività svolta presso diverse istituzioni di ricerca.
Infine, non verrà applicato il divieto di instaurare nuovi rapporti di lavoro flessibile. Questo purché siano rispettati i vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente
 
 
 
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