Donna morta dopo aver cambiato tre ospedali: cinque medici indagati

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Donna morta dopo aver cambiato tre ospedali, cinque medici indagati per responsabilità colposa ‘per morte in ambito sanitario’.

Donna morta dopo aver cambiato tre ospedali, la procura di Catania indaga cinque medici: due dottoresse della ‘lungodegenza’ dell’ospedale Busacca di Scicli e tre medici dell’ospedale Maggiore di Modica.
L’accusa è responsabilità colposa “per morte in ambito sanitario”.

La vicenda

Come raccontato sulle pagine di Repubblica, la donna morta è Concetta Terranova, 52enne di Pozzallo. Il decesso è avvenuto lo scorso 20 ottobre al Garibaldi di Catania dopo tre mesi e mezzo di calvario negli ospedali Busacca e Maggiore.
Dall’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Agata Santonocito, emerge che la donna è stata spostata in continuazione da un ospedale all’altro.
Il 5 luglio 2017 la paziente avverte forti dolori addominali con presenza di tracce di sangue nelle urine. Chiama l’ambulanza del 118 e viene trasportata e ricoverata all’ospedale Maggiore di Modica. Qui i medici la sottopongono a diversi accertamenti e, una settimana dopo, la dimettono.
I sintomi si ripresentano e la paziente viene nuovamente ricoverata a Modica e di qui trasferita, il 12 agosto, al nosocomio di Busacca di Scicli, nel reparto di ‘lungodegenza’.
Dal Busacca viene periodicamente trasportata all’ospedale Maggiore, per essere sottoposta a delle visite specifiche.
Il 28 settembre la pazienta ha una nuova ricaduta e viene trasferita nella Rsa del Busacca di Scicli.
Il 5 ottobre le tracce ematiche nelle feci aumentano e sopraggiunge la febbre. Per questo, viene trasferita nuovamente all’ospedale di Modica, dove viene sottoposta a diverse trasfusioni.
Da quel momento la situazione precipita. La donna presenta uno stato di costante apatia e perdita di lucidità.
Così, il 16 ottobre i familiari decidono di trasferirla da Modica all’ospedale Garibaldi di Catania.

Quando arriva all’ospedale Garibali, la situazione appare subito disperata

I medici riscontrano valori anomali nel sangue e un forte stato di disidratazione. La donna non si riprenderà più e morirà quattro giorni dopo.
Altro dettaglio di non poco conto: nessun operatore sanitario ha comunicato il decesso della donna alla famiglia.
Il magistrato Agata Santonocito ha quindi disposto l’autopsia sulla salma della vittima e incaricato il medico legale Giuseppe Ragazzi.
Stamattina il medico ha effettuato l’esame autoptico per accertare le cause che hanno portato alla morte della donna. Per i medici finiti sotto inchiesta si tratterebbe di un “atto dovuto”.
 
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