L’ex primario Brega Massone della clinica degli orrori non ha commesso “omicidi dolosi, né volontari” lo stabilisce la Cassazione

La Cassazione ha stabilito che Pier Paolo Brega Massone –, ex primario di chirurgia toracica nella clinica degli orrori – non ha sottoposto volontariamente i pazienti ad interventi inutili, annullando così la condanna all’ergastolo. La Corte d’Assise d’Appello di Milano dovrà quindi riqualificare l’accusa di omicidio volontario perché il medico, secondo questa nuova interpretazione, non ha commesso “omicidi dolosi, né volontari”. 
La vicenda risale al giugno del 2008 quando la Guardia di Finanza ha arrestato 13 medici e il titolare Francesco Pipitone – che ha patteggiato la pena – della casa di cura milanese Santa Rita, definita durante il processo la clinica degli orrori. Tra i medici arrestati anche tre chirurghi tra cui Brega Massone condannato in primo grado e in appello all’ergastolo per omicidio volontario in relazione alla morte di 4 pazienti.
Secondo il rappresentante dell’accusa, Massimo Alfredo Gaballo, Massone avrebbe ucciso Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni e Antonio Schiavo, 85 anni. Operati nella clinica degli orrori senza indicazioni terapeutiche ma solo per ottenere i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata
Brega Massone operava nella clinica degli orrori – continua l’accusa – seguendo una spudorata logica monetaria, con un’equazione tra parti anatomiche e rimborsi, non guardando in faccia nemmeno ai “malati terminali” che secondo l’accusa sarebbero stati sottoposti a mutilazioni.
Il nuovo verdetto – ribalta la sentenza di ergastolo emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano il 21 dicembre 2015 – accogliendo le tesi della difesa e dello stesso Brega che durante il processo contro la clinica degli orrori ha dichiarato di non essere un serial killer ma di operare nel rispetto della sicurezza dei suoi pazienti.
“Finalmente la Cassazione ha messo fine a questa ingiustizia abnorme, intervenendo con serietà e raziocinio e raddrizzando le due sentenze precedenti, che erano ingiuste” commenta l’avvocato Titta Madia che insieme al collega Luigi Fornari seguono il caso dell’ex chirurgo.
Pier Paolo Brega Massone non potrà comunque essere scarcerato perché è stato condannato in via definitiva nel primo filone processuale a 15 anni e sei mesi di carcere per truffa al Sistema Sanitario Nazionale e lesioni ai danni di 80 pazienti ai quali aveva suggerito e praticato operazioni inutili o non necessarie.
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