committente e appaltatore nella responsabilità per infortunio sul lavoro

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Committente e appaltatore responsabi solidali per l'infortunio

Committente e appaltatore nella responsabilità per infortunio sul lavoro (Tribunale Venezia, Sez. Lavoro, n. 471/2022 del 26/07/2022).

Committente e appaltatore nella responsabilità solidale per infortunio del lavoratore.

Alla mancata adozione di cautele di prevenzione e protezione doverose conseguono la responsabilità solidale di committente ed appaltatore ex art. 26 D. Lgs. n. 81/2008, e il diritto del ricorrente al risarcimento del danno non patrimoniale.

Il ricorrente, operaio magazziniere addetto al carico e scarico delle merci, espone di essere stato adibito all’appalto con cui veniva affidata la movimentazione delle merci all’interno del proprio sito lavorativo e di avere subito un grave infortunio sul lavoro, mentre stava caricando le merci a bordo di un autoarticolato.

Ritenendo sussistere la responsabilità della ditta committente per l’infortunio subito, il lavoratore chiede il risarcimento del danno non patrimoniale subito e il rimborso delle spese di consulenza Medico-Legale.

La società convenuta non si costituisce in giudizio e la causa viene istruita con l’interrogatorio del ricorrente e con le prove testimoniali.

Il Tribunale dà atto che il ricorrente ha convenuto in giudizio sia la società committente, sia la compagnia assicuratrice con cui la datrice di lavoro, cessata e cancellata dal registro delle imprese, aveva in essere il rapporto assicurativo.

La domanda è stata successivamente oggetto di rinuncia, con estinzione del giudizio nei confronti della Compagnia, e il lavoratore insiste solo nelle domande nei confronti della committente.

Il Giudice dà atto dell’esistenza dell’appalto tra la committente e il datore di lavoro e delle dichiarazioni rese dall’infortunato sulla dinamica dell’incidente.

In particolare: il ricorrente  stava caricando il cassone di un camion con l’ausilio di un transpallet elettrico, allorquando indietreggiando all’esterno del cassone, dove aveva collocato l’ultimo collo da caricare, urtava contro il muletto lasciato fermo dall’autotrasportatore della ditta,  rimanendo con la gamba incastrata tra il transpallet e il muletto.

Contrariamente alle conclusioni a cui è pervenuto lo SPISAL, con cui attribuisce la responsabilità esclusiva per l’infortunio all’erronea manovra dell’autista, il Giudice ritiene sussistente anche la responsabilità del committente.

E’ pacifico che anche il committente è tenuto ad individuare i particolari rischi dell’ambiente di lavoro, eliminandoli o quantomeno riducendoli e collaborando con l’appaltatore per creare un ambiente lavorativo sicuro.

Il D. Lgs. n. 81/2008 impone un’adeguata segnalazione delle zone di sosta dei mezzi utilizzati e di tutti gli ostacoli che si pongono vicino ai veicoli in transito ed impone altresì di fornire adeguate istruzioni in merito alla circolazione e sosta dei mezzi all’interno degli spazi dello stabilimento.

La società committente non ha fornito la prova di avere collaborato per l’eliminazione dei rischi all’interno del magazzino.

Significativa, al riguardo, la dichiarazione del teste escusso che non ricorda che prima dell’incidente siano state date specifiche istruzioni per il posizionamento del transpallet da inserire in apposita area di carico, istruzioni che viceversa sono comparse solo dopo l’infortunio del dipedente.

Alla mancata adozione di cautele doverose conseguono la responsabilità solidale di committente ed appaltatore ex art. 26 D. Lgs. n. 81/2008, e il diritto del ricorrente al risarcimento del danno non patrimoniale, che si configura innanzitutto come lesione del bene salute, costituzionalmente tutelato.

In conclusione, il Tribunale condanna la convenuta a corrispondere al ricorrente l’importo di euro 243.415,00, oltre accessori di legge; condanna altresì la stessa a rifondere le spese di lite liquidate in euro 6.500,00, oltre accessori.

Avv. Emanuela Foligno

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