La magistratura indaga sul decesso di un carabiniere di 46 anni, morto per una emorragia cerebrale dopo il ricovero in ospedale; disposta l’autopsia e indagato, come atto dovuto, il medico curante

La Procura di Udine ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo sul decesso di un uomo di 46 anni, maresciallo maggiore dei carabinieri, morto lo scorso 16 marzo per una emorragia cerebrale dopo il ricovero in ospedale nel capoluogo friulano

Le indagini sono partite in seguito all’esposto presentato dai familiari che chiedono chiarezza sulle cause del decesso. Al tal fine il pubblico ministero titolare del fascicolo ha disposto lo svolgimento dell’esame autoptico, conferendo l’incarico a un collegio composto da un medico legale e da un neurochirurgo.

Gli accertamenti peritali sono volti anche a verificare la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie per la tragica scomparsa. Al momento nel registro degli indagati figurerebbe un solo nome, quello del medico curante della vittima, a cui il paziente si sarebbe rivolto il 12 marzo lamentando febbre sopra i 38 gradi.

In base a quanto riportato nell’esposto e riferito dal Messaggero Veneto, il camice bianco avrebbe prescritto al suo assistito una terapia a base di tachipirina 1000 e vitamina C 1000. Ma tra il 14 e il 15 marzo le condizioni del militare si sarebbero aggravate; l’uomo, in particolare, avrebbe cominciato ad accusare un forte mal di testa, con vomito e perdita di conoscenza.

Il curante, nuovamente interpellato, avrebbe parlato di disidratazione ma dopo un paio di ore, in seguito a un ulteriore peggioramento, avrebbe consigliato il ricovero, lasciando che a chiamare l’ambulanza fosse la moglie del 46enne.

L’ambulanza – sempre secondo il racconto dei familiari – sarebbe giunta sul posto dopo tre ore. Una volta in ospedale l’uomo sarebbe stato portato in terapia intensiva, dove dopo poche ore sarebbe stato colto da una emorragia cerebrale per poi morire nel pomeriggio del giorno dopo.

L’avviso di garanzia nei confronti del professionista rappresenta un atto dovuto per consentirgli, a sua volta, la nomina di un consulente in vista degli accertamenti peritali. Si attendono ora dunque le conclusioni degli esperti.

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