Dall’obbligo di assicurazione per i camici bianchi alle misure in tema di trasparenza dei dati, le principali novità di un provvedimento atteso nel settore da oltre un decennio
La Camera dei deputati ha approvato nel pomeriggio di ieri, con 255 voti favorevoli e 113 contrari, il disegno di legge sulla responsabilità professionale di medici e operatori sanitari e la sicurezza delle cure. Il ddl dunque si appresta a diventare a tutti gli effetti legge dello Stato. “Quella di oggi è una data che resterà nella storia della sanità italiana – ha affermato il relatore del provvedimento, Federico Gelli -. Finalmente, il Ddl sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure è legge. Si tratta di un provvedimento atteso ormai da ben oltre un decennio da parte degli operatori della sanità”.
La legge, secondo il responsabile sanità del partito Democratico, aumenta le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario. La normativa colmerebbe l’assenza di un chiaro inquadramento legislativo sulla materia, che ha tolto in tutti questi anni serenità a medici e professionisti e, soprattutto, ha comportato come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva.
Tra le principali novità, infatti, figura il ridimensionamento della responsabilità del medico, sia nelle sfera civile che in quella penale. Nel primo ambito resta invariata la responsabilità civile della struttura sanitaria, chiamata a rispondere, anche tramite l’assicurazione obbligatoria, dei danni causati al paziente e a dimostrare che non si sia verificato un caso di malasanità; l’articolo 7 specifica che è la struttura sanitaria a rispondere delle condotte dolose o colpose del professionista che opera al suo interno, anche se non in qualità di dipendente, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile. Quanto all’ambito penale, i camici bianchi dovranno rispondere di omicidio colposo o lesioni personali colpose solamente in caso di colpa grave e laddove non abbiano seguito le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali.
Per abbreviare i tempi di risoluzione delle controversie viene introdotto l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di un eventuale ricorso al Tribunale. Chi ha subito un danno può procedere alla richiesta di indennizzo diretto sia presso l’ente ospedaliero che presso il medico o in ultimo direttamente presso la compagnia assicuratrice della struttura o del professionista. L’articolo 10 della nuova normativa ribadisce poi l’obbligatorietà di una copertura Rc professionale per i medici, oltre che per tutte le aziende legate al Ssn, incluse le strutture e gli enti privati che operano in regime autonomo o di accreditamento.
A maggior tutela dei pazienti sono state inoltre previste nuove misure, ad esempio in tema di trasparenza dei dati: le strutture sanitarie saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 7 giorni. Verrà infine istituito un Fondo di garanzia per il rimborso dei danni derivati da responsabilità sanitaria.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Dopo il Patto per la Salute, i nuovi Lea, il Piano nazionale vaccini il Ddl di riforma degli ordini professionali che è in dirittura d’arrivo – ha sottolineato Lorenzin – l’approvazione della legge sulla Responsabilità professionale rappresenta un ulteriore tassello di una grande stagione riformista per il servizio sanitario nazionale. Il provvedimento, frutto di un lungo lavoro durato più di tre anni – ha evidenziato il ministro – garantisce da un lato il diritto del cittadino ad essere risarcito in caso di errore medico, e al contempo garantisce al medico di poter lavorare in serenità e quindi di non temere nel compiere interventi che possono salvare la vita delle persone, che questi possano essere trasformati in occasioni di denuncia. Contrastare la piaga della medicina difensiva è sempre stato un tema sul quale il ministero della Salute ha prestato grande attenzione e oggi finalmente diamo risposte concrete a cittadini e professionisti”.




