Risarcimento delle macro-lesioni: il punto sulla nuova tabella unica nazionale

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Le considerazioni dell’Avv. Francesco Carraro sullo schema di decreto del MISE che introduce la nuova tabella unica nazionale per il risarcimento delle macro-lesioni

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha avviato la consultazione pubblica sullo schema di D.p.r. contenente la tabella unica nazionale per il risarcimento delle macro-lesioni (comprese tra 10 e 100 punti di invalidità).

Il decreto viene emanato ai sensi dell’articolo 138 del nuovo codice delle assicurazioni sia per quanto concerne il risarcimento del danno non patrimoniale delle lesioni di non lieve entità (derivanti da sinistro conseguente alla circolazione di veicoli a motore e di natanti) sia per quanto concerne il danno conseguente all’attività dell’esercente la professione sanitaria e il danno conseguente all’attività delle strutture sanitare e sociosanitarie pubbliche e private.

L’Avvocato Francesco Carraro, nel suo intervento video, commenta il testo del provvedimento, sollevando dubbi e perplessità con specifico riferimento all’incidenza dello stesso sulle vittime dei sinistri, ovvero i danneggiati, ed evidenziando come lo schema di decreto sia invece sbilanciato a favore delle compagnie assicurative.

Con i nuovi criteri, come argomentato da Carraro nell’articolo “Tabella unica nazionale per le macro-lesioni: proposta da rigettare“, a cui si rimanda, si va incontro a una sostanziale “deminutio” (rispetto ai valori delle tabelle milanesi) del ristoro (a titolo di danno non patrimoniale) dei postumi permanenti e temporanei e del danno morale per le menomazioni di entità meno rilevante (grossomodo, per quelle fino al 70 per cento). E ciò avviene persino applicando il coefficiente massimo previsto per il danno morale. Per contro, il valore dei risarcimenti supera quello delle tabelle milanesi (anche applicando il morale ai nuovi “minimi”) solo per le menomazioni più gravi.

La tabella unica nazionale, in sostanza, sarebbe migliorativa rispetto alle tabelle milanesi solo per una ristretta categoria di eventi infortunistici: e cioè quella degli incidenti più gravi, delle lesioni davvero “macro”.

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