Torniamo a commentare una pronuncia degli Ermellini in materia di compensi degli avvocati, la Corte di Cassazione ribadisce che la soccombenza reciproca può giustificare la compensazione delle spese di lite, ma non consente al giudice di liquidare il compenso professionale al di sotto dei minimi previsti dai parametri forensi.
La pronuncia in esame (Cass. OL 6079/2026) torna a delineare i confini del potere discrezionale del giudice di merito nella liquidazione delle spese processuali, con particolare riferimento ai minimi tariffari inderogabili e alla gestione della soccombenza reciproca.
Compensi degli avvocati e discrezionalità del giudice
Ai fini della liquidazione delle spese processuali a carico della parte soccombente, il giudice non può in nessun caso diminuire i valori medi delle tabelle allegate al d.m. n. 55 del 2014 (come modificato dal d.m. n. 37 del 2018 e successivi) in misura superiore al 50%.
Se la presenza di una soccombenza reciproca giustifica la compensazione (totale o parziale) delle spese, ciò non autorizza il…





