L’Azienda sanitaria dovrà versare 223 mila euro alla figlia di una 77enne morta per una lesione del duodeno durante un intervento chirurgico

Il Tribunale di Venezia ha condannato la Ulss 3 Serenissima a versare oltre 223 mila euro alla figlia di una signora di 77 anni, morta per una lesione del duodeno durante un intervento chirurgico.

La vicenda, raccontata dal Corriere, risale al 2011. La vittima, accusando nausea e forti dolori addominali, si era recata in Pronto soccorso e i medici, effettuati i dovuti accertamenti, avevano riscontrato una colica alle vie biliari.

Ricoverata, la paziente era stata sottoposta nei giorni successivi a un intervento in endoscopia per la rimozione di un polipo, risultato poi benigno. Dopo l’operazione, tuttavia, la donna aveva continuato ad accusare dolori sempre più intensi.

Lo svolgimento di una tac a contrasto aveva evidenziato che il malessere era legato proprio a una lesione del duodeno, giudicata però dai medici guaribile autonomamente.

E invece – riferisce ancora il Corriere – l’infezione si era propagata, il pancreas si era infiammato e si era sviluppata una emorragia interna.

Il personale sanitario, a quel punto, avrebbe prima optato per un nuovo intervento, per poi annullare l’operazione e decidere di trasferire la paziente in Geriatria-Lungodegenza e poi in Chirurgia. Quindi, la 77enne era stata spostata in rianimazione, dove era morta nelle settimane successive.

La figlia – basandosi su una relazione medico legale che poneva l’accento sulla mancanza di uno studio radiologico prima dell’operazione iniziale e di un intervento risolutivo successivo, a emorragia sviluppata – aveva deciso di procedere in sede civile nei confronti dell’Azienda sanitaria. Nelle scorse ore, il Giudice monocratico del capoluogo veneto, accogliendo le conclusioni di una consulenza tecnica d’ufficio, ha ritenuto l’Usl unica colpevole dell’accaduto, disponendo il risarcimento in favore della congiunta della vittima.

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