Spreco in sanità e il pensiero unico: ci sembra assai fazioso un recente articolo comparso sul quotidiano Il Messaggero e spia di come si stia tentando di arare il terreno per comprimere i Diritti.

In particolare, l’articolo in questione, sullo spreco in sanità di 20 miliardi annui, comparso sabato 2 marzo 2024, esordisce con il seguente titolo “Sanità, la paura delle cause costa 20 miliardi allo Stato”.

Si prosegue, poi, con il primo sottotitolo: “Per difendersi da contenziosi, esami inutili e soldi congelati per i risarcimenti”.

Onde però rassicurare il lettore che questo andazzo sta finalmente per finire, l’altro sottotitolo precisa: “Pronto il decreto sulla responsabilità professionale: tetti alle tariffe delle polizze”.

Poi, casomai non ce ne fosse stato bisogno, c’è un bel disegno a colori con, sullo sfondo, un camice bianco con stetoscopio arancione con tanto di palle – o balle blu – proporzionate allo spreco in sanità per cui vediamo visivamente come 3,5 miliardi di nostri soldi siano destinati ad Assicurazioni e fondi accantonati in autotutela; 11,5 miliardi servono per la medicina difensiva e solo 3,7 miliardi vadano in risarcimenti.

A quest’ultimo proposito, per rafforzare il convincimento dell’assurdo in esame, c’è un cerchietto appositamente in colore rosso al fine di attirare al massimo l’attenzione anche del lettore più distratto. Questo informa come il 97% delle denunce penali sia respinta. Per l’effetto, solo il 3% è accolta.

Il tutto, è condito con l’occhiello finale sulla destra nel quale tale dr. Magi informa, probabilmente con un gran sospiro di rimpianto, che: “Moltissime ASL decidono di pagare gli indennizzi pur di evitare di finire in tribunale”.

Ora, atteso che la maggior parte dei lettori dei quotidiani, a parte i dipendenti della Prima Repubblica di Checco Zalone, si limita alla sola lettura dei vari titoli, sottotitoli, occhielli e didascalie varie, l’informazione che se ne ricava dalla visione dell’articolo è come per quel risicato 3% di risultati positivi lo Stato spende o sperpera 20 miliardi probabilmente all’anno a fronte di soli 3,7 miliardi di risarcimenti (ma sarà veramente di tale entità e, soprattutto, l’unico spreco in sanità?).

Una proporzione, in effetti, agghiacciante.

Quindi non si costruiscono altri ospedali, scuole e asili vari non perché da sempre si sprecano soldi in inefficienze e sperperi varie ma perché ci sono avvocati e medici legali avvoltoi.

Onde fugare qualsivoglia dubbio a questo ultimo proposito, peraltro, proprio il dr. Magi fornisce al lettore più attento e che vuole vederci chiaro leggendo tutto il pezzo, l’affermazione molto diffamatoria, invera, per la quale: “anche per l’azione di avvocati molto spregiudicati, il risarcimenti ammontano all’anno a 3,7 miliardi”.

Quindi – sembra di capire – non è che ci sono i risarcimenti perché un medico ha sbagliato ed è residuato un danno ingiusto ad un suo cliente, ma perché ci sono molto spregiudicati Avvocati e moltissime ASL, terrorizzate da questi, decidono di pagare in automatico gli indennizzi pur di evitare di finire in tribunale.

Quindi l’automatismo pavloviano che il lettore percepisce è che vengono pagati i risarcimenti, evidentemente non dovuti, perché gli avvocati sono spregiudicati e fanno cause anche le più infondata che danno poi vita a un cospicuo risarcimento. Offendendo, in effetti, anche i Magistrati, che sono, in ultima analisi, coloro che decidono.

Ora, di fronte a questa vera e propria accozzaglia di stupidaggini, solo alcune considerazioni terra terra.

Noi, modesti pratici del diritto che non abbiamo nessuna ambizione di divenire giuristi di riferimento o di fama ma miriamo soltanto a tutelare i nostri assistiti, sappiamo bene come quest’ultimi avranno soddisfazione non in ambito penale ma soltanto civile. Ossia deputata per il risarcimento del danno e non la condanna del reo.

In Italia, infatti, per andare in galera o macchiarti la fedina penale, devi minimo aver ammazzato qualcuno con dolo o colpa grave. Ossia, devi aver voluto proprio la morte di quel soggetto. Figuriamoci, quindi, se a un medico possa essere addossato un tale addebito.

Ma sono proprio differenti i principi di imputazione e valutazione a cambiare per cui, mentre nel penale devi andare oltre ogni più ragionevole dubbio per avere soddisfazione, sul civile è sufficiente la presunzione semplice e il “più probabile che non”.

Pubblici Ministeri e avvocati “molto spregiudicati”

I procedimenti penali, inoltre, ci sono perché dei Pubblici Ministeri (PM) hanno ritenuto fosse il caso di approfondire gli aspetti relativi alla possibile responsabilità professionale.

Il danneggiato o chi per lui, infatti, sporge querela ma sarà poi il pubblico ministero (e i suoi periti) a valutare la fondatezza di questa. E non è che il PM abbia voglia di far sprecare soldi allo Stato a cuor leggero.

Gli Avvocati “molto spregiudicati”, poi, attingono i dati del processo penale quali quelli ricavabili da un costoso esame autoptico per farli valutare da un altro medico legale.

Solo se quest’ultimo darà il suo placet, si procederà a una richiesta di risarcimento danni e che sarà, quindi, molto ponderata.

Infatti, mai come nella Responsabilità Civile Professionale Medica si va coi piedi di piombo prima di andare davanti a un Giudice anche per il costo della procedura civile.

Per di più, nelle cause di RC Medica, l’Avvocato è una figura del tutto residuale. Sono, infatti, medici specialisti che analizzano e giudicano l’operato di altri medici.

Per finire, una recente ricerca empirica svolta innanzi al Tribunale di Roma ha appurato come su 1380 ATP (Accertamenti Tecnici Preventivi), dal primo aprile del 2017 al 31 dicembre 2021, quelli che si sono conclusi positivamente per il paziente sono stati il 65,3 dei casi. Dati di assoluto rilievo.

Quindi, a costare, allo Stato, non è la paura delle cause ma errori medici

Oggi, invece, grazie agli Avvocati molto spregiudicati ma, soprattutto, a medici legali con la schiena dritta, c’è piena consapevolezza nonché giusta punizione.

Quindi niente vittimismi per favore, ma tanta voglia di risolvere i veri problemi della sanità.

Avv. Vittorio Amedeo Marinelli – Foro di Roma

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