Neoplasia non diagnosticata: un medico finisce a processo

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L’uomo di 57 anni sarebbe deceduto nel 2016 per una neoplasia non diagnosticata. Il medico finirà a processo con l’accusa di omicidio colposo

Una neoplasia non diagnosticata e scambiata per una infiammazione è costata la vita a un uomo di 57 anni, deceduto nel 2016 all’Hospice di via Garibaldi a Pisa. Per questo decesso, ora, il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha disposto il rinvio a giudizio di un medico, A.C.

L’accusa è omicidio colposo, in quanto la neoplasia non diagnosticata al suo paziente ne avrebbe poi causato il decesso.

A riportare il presunto caso di malasanità è Il Tirreno.

La vicenda risale al 2016, quando il paziente, un odontotecnico 57enne, è morto all’hospice di via Garibaldi a Pisa. Dopo questa morte, la moglie ha firmato un esposto nel quale sosteneva che il marito si sarebbe potuto salvare, se quella neoplasia non diagnosticata fosse stata riconosciuta dai medici che lo avevano avuto in cura.

Oltre al medico di famiglia, la Procura aveva indagato anche sette medici di Cisanello del gruppo oncologico multidisciplinare, che nella fase pre-terminale della malattia, avevano avuto in cura il 57enne prima che questi venisse trasferito all’hospice.

In seguito, una serie di consulenze tecniche e vari riscontri operati sulle cartelle cliniche avevano portato il pm a scagionare i 7 medici.

Ora il rinvio a giudizio ci sarà solo per il medico di famiglia, dunque.

L’accusa nei suoi confronti è quella di aver scambiato per una banale infiammazione da emorroidi quella che era una vera e propria neoplasia.

Per l’accusa se errore c’è stato deve essere fatto risalire a livello temporale e diagnostico al medico di famiglia.

Il sanitario, nell’ipotesi della Procura, non diagnosticò la neoplasia rassicurando il paziente a riguardo.

Solo una volta ricoveratosi a Cisanello l’odontotecnico prese contezza del reale problema di salute che lo affliggeva: un tumore ormai in stadio avanzato che non avrebbe più potuto curare.

 

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