Respinto il ricorso di un motociclista, accusato di essersi dato alla fuga dopo l’alt degli agenti, che eccepiva l’assenza dell’elemento oggettivo del reato
Era stato condannato, in sede di merito, alla pena di 6 mesi di reclusione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Nello specifico l’imputato, alla guida di un motociclo, era accusato di non aver rispettato l’alt degli agenti dandosi alla fuga a forte velocità in contromano senza rallentare in prossimità degli incroci, per poi fermarsi avendo imboccato una strada senza uscita.
Nell’impugnare la sentenza di appello davanti alla Cassazione l’uomo deduceva violazione di legge e contraddittorietà di motivazione in ordine alla sussistenza dei presupposti dell’elemento oggettivo del reato, essendosi limitato – a suo dire – alla resistenza passiva.
La Suprema Corte, con la sentenza n. 15215/2020 ha tuttavia ritenuto di non aderire alla doglianza proposta, respingendo il ricorso in quanto proposto per motivi manifestamente infondati.
Sul piano oggettivo – sottolineano dal Palazzaccio – va infatti ribadito che la materialità del delitto in contestazione è integrata anche dalla violenza cosiddetta impropria, la quale, pur non concretando una immediata aggressione del soggetto passivo, si riverbera negativamente nell’esplicazione della relativa funzione pubblica, impedendola o semplicemente ostacolandola.
Il giudice dell’appello si era correttamente attenuto a tale principio, valorizzando, ad integrazione della materialità del reato contestato all’imputato, con rilievi esaurienti, logici, non contraddittori, e per tale ragione incensurabili in sede di legittimità, non il mero essersi dato alla fuga, ma la pericolosa condotta di guida dell’imputato a bordo del motoveicolo, idonea a cagionare pericolo per la pubblica e privata incolumità.
Tanto basta per ritenere integrato il delitto in questione, essendo condizione sufficiente che l’azione ostacoli concretamente l’esercizio della funzione pubblica e che sia indotta nei funzionari resistiti una percezione di pericolo per gli utenti della strada e anche per la propria incolumità.
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