Compensi nei giudizi previdenziali, tra liquidazioni ridotte e accesso alla giustizia

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Compensi nei giudizi previdenziali, la riduzione dei parametri forensi può incidere sull’effettività dell’accesso alla giustizia? A partire da una sentenza del Tribunale di Velletri, che ha dimezzato i valori medi per la ritenuta non complessità della controversia, l’approfondimento esamina il rischio di sottovalutare l’attività specialistica svolta dall’avvocato nelle cause previdenziali e assistenziali (Tribunale di Velletri, sentenza n 1587 del 24/9/2026).

Il caso e la questione delle spese

La decisione – resa ex art. 445 bis n. 6 c.p.c. dal Tribunale di Velletri con sentenza 24.9.2026 n. 1587 in commento ha deciso una controversia in ordine ai requisiti sanitari per l’indennità di frequenza ex art. 1 legge 289/1990 nei confronti di un minore- offre l’occasione per tornare su un tema che continua a rappresentare uno dei punti più critici del contenzioso previdenziale e assistenziale: la liquidazione delle spese di lite.

Individuato lo scaglione, il Tribunale ha applicato i parametri del D.M. n. 55/2014, nella versione vigente al momento rilevante, riducendo del 50 per cento i valori medi

La riduzione rientra nei limiti previsti dall’art. 4, comma 1, del decreto ministeriale, liquidando il compenso per fasi, tenendo conto delle attività concretamente svolte.

Il giudice del lavoro ha con uno specifico punto 3 nella parte motiva della sentenza liquidato le spese in base alla normativa di…

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