Costi dei servizi sanitari, difficoltà per le famiglie di sei Stati UE

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In sei Paesi membri (tra cui l’Italia), oltre il 50% delle famiglie ha avuto difficoltà a coprire i costi dei servizi sanitari

Nel 2016, la maggior parte delle famiglie (71%) nell’Unione europea è stata in grado di pagare i costi dei servizi sanitari con facilità. La percentuale di famiglie che ha dichiarato di poter pagare “abbastanza facilmente” questi servizi è stata del 22%, “facilmente” del 18% o “molto facilmente” del 31%. Il restante 29% delle famiglie ha riferito di avere “qualche” (16%), “moderata” (8%) o “grande” (4%) difficoltà a pagare i costi del servizio sanitario.

E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat in occasione della Giornata mondiale della salute, che si celebra il 7 aprile. Oltre l’80% delle famiglie in sette Stati membri ha dichiarato di essere in grado di pagare agevolmente i costi dei servizi sanitari: Finlandia (87%), Regno Unito (86%), Germania (85%), Svezia (84%), Danimarca (82%), Lituania (81%) e Lussemburgo (80%).

Per contro, oltre il 50% delle famiglie in sei Stati membri ha avuto difficoltà a coprire questi costi: Grecia (90%), Ungheria (74%), Cipro (72%), Lettonia (64%), Slovacchia (61%) e Italia (56%).

In Italia, in particolare, il 6,5 delle famiglie dichiara “grandi” difficoltà, il 14,5 % riferisce difficoltà “moderate” e la fetta più consistente, il 34,7% “qualche” difficoltà. Le famiglie che invece dichiarano di essere in grado di affrontare i costi dei servizi sanitari con meno problemi sono il 44%. Tra queste il 23,6% dichiarano di cavarsela “abbastanza facilmente”, l’8,9% “facilmente” e il 9,8% “molto facilmente”.

Nella maggior parte degli Stati membri, la difficoltà a coprire i costi dei servizi sanitari è stata maggiore tra le famiglie con un reddito inferiore (40%) rispetto a quelle con un reddito più elevato (27%).

A tale proposito, le differenze maggiori sono state registrate in Belgio (58% per le famiglie a basso reddito rispetto al 19% per le famiglie a reddito più elevato); Lussemburgo (46% rispetto al 14%) e Paesi Bassi (48% rispetto al 22%).

 

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