Uil Fpl: preoccupante clima di cattiveria nei confronti degli operatori del 118

Fsi-Usae: serve legge che riconosca la qualifica di pubblico ufficiale

Alcuni operatori del 118 sono stati aggrediti e insultati dai familiari di un 63enne colto da malore nella sua abitazione a Riposto, in provincia di Catania. Lo hanno reso noto i responsabili Provinciali Uil Fpl della provincia siciliana, che hanno espresso “piena solidarietà” alle vittime dell’episodio. A scatenare  la violenza sarebbe stato un presunto ritardo nei soccorsi. Gli operatori sanitari avrebbero subito pesanti minacce verbali in un clima di alta tensione che avrebbe rischiato di pregiudicare lo stesso soccorso della persona in difficoltà.
La segreteria della Uil Fpl ha sottolineato “un preoccupante clima di cattiveria e mancanza di rispetto nei confronti degli autisti/soccorritori, medici ed infermieri”. Si tratta di persone – sottolinea l’organizzazione, “che ogni giorno 24 ore su 24 con professionalità svolgono la loro opera sulle ambulanze del 118”.
La segreteria del sindacato di categoria, preoccupata per tale situazione,  annuncia la promozione di “incontri con la società civile, associazioni, scuole e organi di stampa”. L’obiettivo è sensibilizzare la collettività su tale problematica e rendere tutti consapevoli di cosa sia e come funzioni il 118.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Federazione dei Sindacati Indipendenti Fsi-Usae Sicilia.

Il Sindacato ha sottolineato la necessità, come deterrente, di una legge che riconosca a medici, infermieri e personale del 118 la qualifica di pubblico ufficiale. Ciò “affinché la denuncia proceda d’ufficio”. La maggior parte delle aggressioni, infatti, non verrebbe denunciata per la paura di subire ritorsioni.
“Oggi riteniamo – sottolinea il segretario regionale Calogero Coniglio – che la situazione di medici, infermieri, operatori sanitari del 118 sia gravissima”. Essa rappresenta “una vera emergenza che mina il Servizio Sanitario Nazionale e necessita di un intervento serio ed efficace”.
L’Associazione chiede, inoltre, una forte campagna di comunicazione che porti i cittadini a riconoscere a medici, infermieri e personale sanitario il ruolo civile e sociale che svolgono. “Non è possibile curare e assistere i pazienti con la paura di non riuscire a salvaguardare la propria integrità fisica mettendo a rischio la vita stessa dei pazienti”.
 
Leggi anche:
SPUTI E SCHIAFFI, NUOVA AGGRESSIONE A UNA GUARDIA MEDICA IN SICILIA
 

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui