Medici precari del 118, SMI Umbria: giunto il momento di stabilizzazione

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medici precari del 118

Approvata una risoluzione che impegna la Giunta regionale ad avviare un processo di stabilizzazione dei medici precari del 118

La Terza commissione consiliare della Regione Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione concernente la situazione dei medici precari del 118. Il provvedimento impegna la Giunta a “promuovere azioni presso il Governo per trovare soluzioni e strumenti idonei ad avviare un processo di stabilizzazione del personale medico precario di emergenza e urgenza e a sollecitare le Asl alla verifica degli organici in dotazione per individuare gli incarichi vacanti e consentire alla Regione di pubblicare sul Bur gli ambiti territoriali carenti”.
La Risoluzione impegna inoltre il Governo regionale a “dare tempi congrui per partecipare alle domande della graduatoria di medicina generale, del 118 e della medicina di continuità assistenziale, utilizzando l’identificativo Spid (Sistema pubblico identità digitale) e di prorogare gli incarichi fino alla pubblicazione delle zone carenti”.

Erano stati i sindacati a chiedere di tutelare la situazione di quei medici che, pur senza i titoli richiesti per accedere al concorso, hanno acquisito elevate professionalità lavorando al 118.

La decisione della Terza Sezione consiliare, commenta lo Smi (Sindacato Medici Italiani) “rappresenta un primo passo importante”. La sezione umbra dell’organizzazione si batte, da tempo, per la pubblicazione delle zone carenti di 118, secondo quanto previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale. “Aspettiamo che tali zone siano definite da circa sei anni” evidenzia il segretario regionale Maurizio Lucarelli. Ciò al fine di “valutare quanto sia il fabbisogno di personale medico e sanitario per la medicina d’urgenza in tutta la regione”.
“E’ giunto il momento – aggiunge Lucarelli – che ai medici con incarico a tempo determinato sia riconosciuto la possibilità di una stabilizzazione. Ma la normativa vigente non prevede nulla per i medici che non abbiano il titolo specifico per concorrere alle zone carenti. Questa impasse, che penalizza la medicina di emergenza e il 118, mettendo a rischio la salute dei cittadini, può essere superata anche con un atto politico regionale che riconosca il lavoro di quei medici che per anni ha sostenuto un servizio medico essenziale per tutta la comunità umbra, come il 118. Si metta fine – conclude il rappresentante sindacale – a un’odiosa situazione di precarietà in sanità e si garantisca la salute di tutti i cittadini umbri”.
 
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