Contro la proliferazione dei super batteri l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le nuove Linee Guida per contrastare le infezioni in sala operatoria
Per salvare vite umane, ridurre i costi delle ospedalizzazioni e arrestare la diffusione di super batteri, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato le nuove Linee Guida per per evitare le infezioni in sala operatoria. Si tratta del primo tentativo organico a livello internazionale di affrontare il problema da un punto di vista scientifico.
Le infezioni causate da batteri che penetrano nelle incisioni fatte durante le operazioni, oltre a minacciare la vita di milioni di pazienti ogni anno, contribuiscono alla diffusione della temuta resistenza agli antibiotici a causa della loro somministrazione successiva allo sviluppo dell’infezione.
Nei paesi a basso e medio reddito ben l’11% dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico contrae un’infezione, ma il problema riguarda anche i paesi ricchi. Negli Stati Uniti, ad esempio, le degenze in ospedale causate dalle infezioni post operatorie ammontano a 400.000 giorni all’anno, per un costo di 900 milioni di dollari.
Apparse il 3 novembre 2016 su The Lancet Infectious Diseases, le nuove Linee Guida comprendono 29 consigli messi a punto da 20 tra i maggiori esperti mondiali sul tema (13 raccomandazioni per il periodo precedente all’intervento e 16 per la prevenzione durante e dopo l’operazione), che spaziano dal suggerire semplici precauzioni come fare la doccia prima di sottoporsi ad un intervento al suggerire come disinfettare bene le mani, sconsigliare di di radersi col rasoio e consigliare l’utilizzo di suture antibatteriche.
In particolare, per fermare la diffusione della resistenza agli antibiotici l’Oms raccomanda che gli antibiotici vengano utilizzati per prevenire le infezioni prima e durante l’intervento chirurgico e non dopo, come spesso accade.
A sostegno delle nuove Linee Guida uno studio pilota in quattro paesi africani, che ha dimostrato come l’attuazione delle nuove raccomandazioni potrebbe portare alla riduzione del 39% delle infezioni.




