Solo un bambino su tre affetto da epilessia riceve terapie pienamente efficaci, in tutti gli altri casi devono essere cambiate per gestire meglio gli effetti collaterali. Lo rivela uno studio condotto da Datanalysis per Paidòss e Simpe
In Italia sono circa 500 mila i pazienti epilettici, a cui si aggiungono ogni anno 32 mila nuove diagnosi. Nel 60% dei casi la patologia si manifesta nell’infanzia, tra i 5 e 14 anni, spesso con un episodio di convulsioni motorie improvviso.
L’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) ha così presentato a Stresa, in occasione del III Forum Internazionale della Società Italiana Medici Pediatri (Simpe), i risultati di un’indagine condotta da Datanalysis, che ha intervistato 400 genitori di bambini malati di epilessia.
L’indagine rivela come la terapia sia pienamente adeguata e senza problemi solo per un piccolo paziente su tre: il 35% manifesta effetti collaterali e il 25% deve cambiare regime di cura.
Secondo il dr. Giuseppe Mele, pediatra e presidente di Paidòss, invece, “i trattamenti funzionano ma i genitori percepiscono la ‘pesantezza’ di terapie lunghe e complesse e soprattutto sono molto sensibili ai possibili effetti collaterali”.
Per questo, sostiene il dr. Mele, “un’alleanza stretta fra famiglia e medico può essere la chiave per superare paure e difficoltà, in una malattia che può essere gestita, soprattutto se riusciremo finalmente ad eliminare lo stigma che la contraddistingue”.
L’inadeguatezza delle cure non è infatti l’unico dato preoccupante emerso dall’indagine: soffrire di epilessia mette a rischio anche la vita sociale di 9 bimbi su 10, a causa del grande pregiudizio che ancora avvolge questa malattia.
Secondo i risultati dello studio, nel 57% dei casi l’integrazione scolastica è inadeguata: i bambini vengono “ghettizzati” e pochi hanno una vita sociale normale, addirittura soltanto il 12% ha molti amici.
“Tra i 5 e i 14 anni – spiega ancora il dr. Mele, – i bambini si trovano in un’età difficile in cui affrontare una patologia che ancora troppi non conoscono e quindi temono. I pregiudizi sono tanti e i genitori li percepiscono nella vita quotidiana dei propri figli, a scuola e nello sport”.
Eppure, conclude il dr. Mele, “con l’epilessia si può convivere, le terapie sono efficaci e basta sapere come intervenire in caso di crisi per non correre rischi”.




