I due camici bianchi sono accusati di omicidio colposo e procurato aborto per la morte di una donna in gravidanza
Omicidio colposo e procurato aborto: sono questi i capi d’imputazione con cui la Procura di Brescia ha rinviato a giudizio due medici dell’Ospedale Civile – un ginecologo e un’ostetrica – a conclusione delle indagini sulla morte di una donna di 30 anni all’ottavo mese di gravidanza, deceduta assieme alla bimba che portava in grembo a fine 2015.
La donna, già mamma di due bambini, era arrivata in Ospedale dopo aver contratto con tutta probabilità il batterio dello streptococco. I due medici, tuttavia, non avrebbero valutato correttamente il quadro clinico della paziente, liquidando il suo malessere come una febbre dovuta a gastroenterite. Inoltre, secondo gli inquirenti, i camici bianchi non avrebbero allargato il loro ragionamento clinico neppure quando, dopo oltre un’ora dal ricovero, erano chiari tutti i sintomi di una sepsi batterica e di uno choc settico, trascurando il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per il riconoscimento precoce e la gestione dell’infezione.
Infine, avrebbero manifestato la loro negligenza e imperizia disinteressandosi della paziente e lasciandola alle cure di una specializzanda e di un’ostetrica con poco più di un anno di esperienza , a cui è stata affidata tutta l’attività di monitoraggio. Per la Procura dunque la donna si sarebbe potuta salvare se si fosse prestata maggiore attenzione alle sue condizioni. “Nonostante la diagnosi di morte uterina del feto – si legge nelle conclusioni dei magistrati – entrambi i medici hanno omesso di adottare congrui provvedimenti per tentare di salvare almeno la paziente”.
Sulla vicenda era intervenuto anche il Ministero della Salute che, all’indomani della tragedia, aveva inviato a Brescia i propri ispettori per verificare eventuali responsabilità della struttura sanitaria. La task force ministeriale aveva concluso che, dall’esame della documentazione clinica resa immediatamente disponibile, era emerso “un certo disallineamento rispetto ai colloqui intercorsi con il personale dell’ospedale coinvolto nei fatti ed alla prima relazione sintetica (fornita dalla Direzione aziendale)”, nonchè “alcuni aspetti di criticità sia di carattere organizzativo, sia clinico”. Si attende ora l’apertura del dibattimento, prevista per marzo 2017.
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