Per il consulente del Tribunale non vi sarebbe nesso causale tra gli spostamenti e il decesso. Le condizioni del paziente, inoltre, erano già ampiamente compromesse
Dopo tre perizie, il Giudice per le indagini preliminari della Procura di Terni, ha accolto la richiesta avanzata dalla stessa accusa di archiviare l’inchiesta aperta nei confronti di sei persone, fra medici e dirigenti, in servizio nel 2009 presso i reparti di cardiologia e cardiochirurgia degli ospedali Santa Maria di Terni e Santa Maria della Stella di Orvieto. L’ipotesi di reato a carico degli indagati era di omicidio colposo per la morte di un 72enne di Orvieto costretto a una serie di trasferimenti tra il nosocomio della propria città e quello di Terni.
Il medico legale incaricato dal Tribunale, secondo quanto riportato dalla stampa locale, non ha riscontrato alcun nesso fra tali passaggi e il decesso “posto che nella fase successiva al nuovo ricovero, il paziente risulta avere superato lo stato infettivo originario e appariva esente da fatti infettivi clinicamente evidenti, tanto che dopo circa un mese di ricovero, veniva di nuovo trasferito all’ospedale di Orvieto, in un quadro generale assolutamente soddisfacente”.
Inoltre, nel provvedimento di archiviazione, il gip evidenzia come sia indiscutibile “che lo stato fisico in cui versava il paziente era ampiamente compromesso, in quanto trattavasi di soggetto diabetico, reduce da un intervento chirurgico, sottoposto ad una lunga ospedalizzazione e ad una lunga terapia antibiotioca”. I familiari della vittima, parte offesa nel corso del procedimento, si erano opposti senza esito alla richiesta di archiviazione. Per loro resta aperta la strada della causa in sede civile.
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