Divieto di portare piante e fiori freschi al cimitero nei mesi estivi a causa della loro rapida decomposizione
Per i prossimi quattro mesi in molti comuni italiani sarà vietato portare piante e fiori freschi al cimitero. L’assurda restrizione, pubblicata sui siti istituzionali e affissa all’ingresso dei cimiteri comunali, è motivata dal fatto che in estate le alte temperature decompongono velocemente piante e fiori freschi con conseguenti effetti negativi sull’ambiente circostante, tra cui il cattivo odore e la sporcizia.
Conseguenze del tutto ignorabili dai parenti e amici che sono soliti portare piante e fiori freschi sulle tombe dei loro cari. Una tradizione che nei prossimi quattro mesi sarà sostituita dal dovere di apporre fiori finti sulle tombe, rendendo ancora più tetro un ambiente già di per sé doloroso. I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria, da applicare con i criteri di cui all’art. 11 della legge n. 689/81.
La Coldiretti commenta con incredulità il provvedimento di vietare piante e fiori freschi ni cimiteri, adottato da diversi comuni italiani soprattutto nel meridione tra cui Casagiove (Caserta) Supersano (Lecce), Giugliano (Napoli) e Sarno (Salerno). “E’ paradossale che le ordinanze dei sindaci mettano il dito sull’inquinamento provocato da un fiore che appassisce, mentre in molte delle nostre città sono sempre più frequenti le piccole discariche a cielo aperto provocate dai rifiuti che strabordano dai cassonetti e che per giorni nessuno passa a raccogliere”. L’alternativa dei fiori finti al posto delle piante e dei fiori freschi, suggerita dalle ordinanze, è del resto molto più inquinante dei fiori appassiti o dell’acqua stagnante nei portafiori.
Secondo la Coldiretti il divieto inoltre non gioverà all’economia del nostro Paese, tra i leader nella produzione di piante e fiori freschi in Europa “con un “giardino” che copre oltre 30.000 ettari di terreno che si estendono su tutto il territorio” nazionale. Un settore – continua la Coldiretti – che vale oltre 2,4 miliardi di euro con circa centomila addetti. Un danno all’economia quindi ma anche all’ambiente e ai tanti cittadini che vogliono offrire il dono più tradizionale ai propri cari defunti, che peraltro allungano l’elenco dei divieti estivi assurdi che – conclude la Coldiretti – sembrano determinati più dagli effetti dei colpi di calore che della ragione.“




