Nidi aperti per non vaccinati. Lombardia: “Adeguarsi entro 40 giorni”

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La Lombardia propone i nidi aperti per non vaccinati con l’obbligo che le vaccinazioni mancanti vengano effettuate entro 40 giorni dall’iscrizione

La Regione Lombardia ha proposto i nidi aperti per non vaccinati, con lo scopo preciso di non lasciare a casa nessun bambino.
“Abbiamo predisposto una procedura – ha dichiarato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera – che sarà approvata dalla Giunta lunedì prossimo, che consentirà anche a coloro che non presenteranno alcuna documentazione entro il 10, di usufruire di un percorso che li porti o a recuperare una disattenzione o a superare attraverso un colloquio personalizzato con specialisti dei Centri vaccinali, i dubbi e le resistenze”.
L’idea dei nidi aperti per non vaccinati seguirà comunque una procedura ben precisa “le cui regole di accreditamento – dichiara Gallera – sono di nostra competenza” sebbene l’iniziativa  “potrà essere fatta propria da tutte le altre istituzioni o enti che hanno competenza sulle scuole materne”.
Venerdì è previsto un incontro con Anci, Assonidi e Fims per coordinare la procedura, la quale prevede che entro 10 giorni dall’inizio della frequenza, gli asili nido dovranno informare le aziende sanitarie territoriali su chi è vaccinato e chi no.
Nel caso dei bimbi non vaccinati, entro ulteriori 15 giorni i genitori saranno convocati ed entro altri 15 dovranno essere effettuate le vaccinazioni mancanti.
In caso contrario, scatterà l’esclusione prevista dalla legge nazionale.
“Le nostre misure – ha dichiarato Gallera – raggiungono l’obiettivo prioritario di far capire l’importanza delle vaccinazioni, rispettano la legge e sono l’unico metodo sicuro che garantisce velocità e meno disagi alle famiglie”.

La proposta dei nidi aperti per non vaccinati ha, quindi, lo scopo di venire incontro alle famiglie sottolinenando al contempo l’imprescindibilità delle vaccinazioni.

“Sottolineo inoltre – ha proseguito Gallera – che il modello studiato da Regione Lombardia è quello che mira a creare il minor disagio alle famiglie. Ricordo infatti che per i genitori dei bambini in regola con le vaccinazioni basta la presentazione dell’autocertificazione a cui si può accedere tramite i siti di Regione o Ats e Asst o direttamente nelle scuole. Pochi secondi con un sistema senza code o disagi. Per coloro non sono in regola e per i quali la legge prevede la “formale richiesta di prenotazione alla Asl” è sufficiente una mail con pec certificata, una raccomandata con ricevuta di ritorno o la richiesta al direttamente al Centro vaccinale. Anche in questo caso pochissimi minuti per essere in regola con le indicazioni ministeriali”.
Su 165.000 bambini negli asili nido lombardi, in questo momento 8.958 risultano inadempienti all’esavalente e 10.248 al morbillo-parotite-rosolia, circa il 5% del totale.
Per l’assessore al Welfare, questo modello sembra essere il più efficace e sicuro, oltre che il più rapido.
“L’invio delle lettere – conclude Gallera – in assenza di un’anagrafe vaccinale nazionale, rischia di essere lacunoso vista la difficoltà di recuperare le certificazioni vaccinali di bambini provenienti da altre regioni o Paesi e noi non volevamo commettere inutili errori o creare inutili allarmismi nelle famiglie, così come già avvenuto in altre Regione”.
 
 
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