Linee guida per gli avvocati: l’imperativo è “atti chiari e sintetici”

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Prevedere regole uniformi per la redazione di atti civili chiari e sintetici è uno dei punti chiave delle linee guida per gli avvocati

La necessità di redigere atti chiari e sintetici è una delle priorità alla base delle linee guida per gli avvocati, regole uniformi decise dall’Assemblea nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile.
Queste regole sui cui si fondano le linee guida per gli avvocati sono state stabilite il 21 maggio 2017, e intendono snellire il contenzioso e rendere lo svolgimento del processo più leggero e aderente alla realtà dei fatti di causa.

Il mancato rispetto delle linee guida per gli avvocati non costituisce ovviamente motivo di inammissibilità o improcedibilità dell’atto, ma rappresentano un utile punto di riferimento per tutti gli avvocati.

Andiamo a vederle quali sono nel dettaglio.
Prima di ogni cosa, chiarezza e sinteticità sono gli imperativi alla base del documento.
Mentre la prima attiene “all’agevole comprensione del testo”, la seconda “è un concetto di relazione” basato su una proporzione adeguata tra le questioni esaminate e la consistenza dell’atto che le esamina. È la prima e la più importante tra le linee guida per gli avvocati.

Il documento si snoda attraverso l’enunciazione di dodici principi da rispettare per raggiungere i predetti obietti di chiarezza e sinteticità.

Il criterio cronologico e il contenuto, in generale, vanno strutturati secondo uno schema logico, utilizzando paragrafi distinti.
Per paragrafi complessi, si raccomanda un prospetto di sintesi per gli atti complessi e la creazione di collegamenti ipertestuali.
Le linee guida per gli avvocati individuano come elementi essenziali dell’atto l’indice degli argomenti e la numerazione delle pagine.
A tali elementi occorre affiancare la denominazione degli allegati abbinata alla loro numerazione.
Questo ne agevolerà il reperimento.

Per quanto riguarda la verbalizzazione delle udienze, è fondamentale la predisposizione di contenuti standard.

Un altro aspetto importante è la previsione in base della quale il deposito delle memorie ex articolo 183, comma 6, c.p.c., va giustificato dal fine di rispettare i criteri della norma, di rispondere ai chiarimenti richiesti dal giudice o di illustrare le difese sulle questioni rilevate d’ufficio.
Quanto alla precisazione delle conclusioni, gli Osservatori sulla giustizia civile pongono come regola che la stessa debba avvenire in udienza.
C’è tuttavia la possibilità per il giudice di consentire il deposito del foglio di precisazione con modalità telematica.
Ma non è tutto.
I provvedimenti decisori del giudice devono seguire lo schema degli atti di parte e concludersi con un dispositivo conforme ai principi di “liquidità ed eseguibilità”.
La liquidazione delle spese va contenuta in un apposito punto della motivazione, tenendo conto di quanto indicato dai difensori e della sinteticità e chiarezza degli atti.
Le linee guida per gli avvocati prevedono poi norme sui caratteri grafici, corpo e stile e i richiami a dottrina e giurisprudenza.
Infine, sugli atti e i provvedimenti in appello si sancisce che gli stessi seguono tutte le regole delle linee guida.
Quindi in essi vanno riportati i passaggi processuali e le circostanze del giudizio di primo grado rilevanti.
Inoltre, nell’intestazione dell’atto di appello va indicata espressamente l’eventuale richiesta di sospensiva, da trattare poi in un apposito paragrafo.
 
 
 
 
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