Le complicanze chirurgiche fatali non provano la colpa medica, decisivo il giudizio controfattuale

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La Corte d’Appello di Venezia esclude la responsabilità della struttura: intervento indicato, tecnica conforme e nessuna condotta alternativa idonea a evitare l’evento.

La sola verificazione di una complicanza grave, anche con esito letale, non dimostra di per sé la colpa dei sanitari. Occorre verificare se l’evento fosse evitabile attraverso una condotta diversa, conforme alle regole dell’arte e concretamente praticabile nel caso specifico.

È il principio applicato dalla Corte d’Appello di Venezia, Sezione Quarta Civile, con la sentenza pubblicata il 31 luglio 2026, n. 1665, che ha rigettato l’appello proposto dai familiari di un paziente deceduto dopo le gravi complicanze di una procedura di neuroradiologia interventistica.

La Corte ha ritenuto che l’intervento fosse indicato in ragione della gravità della patologia, che la tecnica utilizzata fosse conforme allo stato dell’arte e che le complicanze non fossero evitabili, nel contesto concreto, neppure con l’adozione della massima diligenza professionale. Gli appellanti, inoltre, non avevano individuato una condotta alternativa che, secondo il criterio del “più probabile che non”, avrebbe evitato la migrazione del materiale embolizzante, la perforazione vascolare, l’ischemia cerebrale e il successivo esito infausto (Corte d’Appello Venezia – sentenza 31 luglio 2026, n. 1665).

L’intervento e la sequenza delle complicanze

La vicenda riguardava un paziente sottoposto, l’11 luglio 2017, a un intervento di embolizzazione endovascolare per il trattamento di una fistola arterovenosa durale di tipo IV di Cognard.

Nel corso della procedura si verificava una dispersione intravasale di materiale embolizzante nell’arteria cerebrale media e nella carotide interna destra. I sanitari intervenivano con manovre urgenti di trombo-aspirazione e recupero del materiale. Durante tali manovre si verificava la perforazione e la lacerazione dell’arteria, con stravaso ematico e successiva ischemia cerebrale.

Il paziente riportava gravissimi deficit neurologici, rimaneva allettato e decedeva il 28 novembre 2018, dopo una lunga…

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