In merito alle irregolarità sugli assegni circolari, quindi privi della clausola di non trasferibilità, il ministero dell’Economia avanza la proposta di una sanatoria.
A chiudere la questione relativa agli assegni circolari irregolari potrebbe essere una sanatoria. La proposta arriva direttamente dal ministero dell’Economia, che intende così intervenire su quegli assegni circolari ancora privi della clausola di non trasferibilità.
E’ stato il quotidiano Italia Oggi ad anticipare la determina ministeriale. Quest’ultima era già stata recepita nel decreto legislativo sull’utilizzo ai fini fiscali dei dati antiriciclaggio, in dirittura d’arrivo al consiglio dei ministri.
Potrebbe dunque chiudersi la querelle sugli assegni circolari irregolari. E, con essa, anche tutto il capitolo relativo alle sanzioni a esse legati.
Multe che erano destinate a chi utilizzava assegni vecchi di più di dieci anni, nonché privi della famosa clausola di non trasferibilità.
Ebbene, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha optato per una sanzione minima pari al 10% . Ciò varrà se l’importo non è superiore ai 30 mila euro.
Una misura che verrà applicata per le violazioni commesse nel periodo tra il 4 luglio 2017 e la data di entrata in vigore delle nuove regole. E questo anche nel caso in cui sia stato già effettuato il pagamento in misura ridotta.
Oltre a ciò, è bene menzionare l’articolo 2, comma 1, lettera c, che va a cambiare le disposizioni antiriciclaggio.
Esso modifica l’entrata in vigore (articolo 69) “per le violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta”.
Come noto, infatti, in precedenza la legge più favorevole all’epoca della violazione si applicava solo per le infrazioni commesse “anteriormente all’entrata in vigore del presente decreto”, ovvero il 231/07.
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