Approvate nuove linee guida sui pasti in ospedale: per contrastare sprechi alimentari, arrivano le ordinazioni: ecco le novità
Un documento contro gli sprechi alimentari dei pasti in ospedale è stato stabilito da alcune linee guida decise da Stato e Regioni.
Il testo, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 ottobre, stabilisce come va organizzato il vitto dei ricoverati che dovrebbero poter esprimere le preferenze su pietanze e porzioni.
Il tutto è nato dal fatto che spesso e volentieri i pasti in ospedale vengono buttati via e sprecati.
È ciò che accade con almeno il 32% delle pietanze servite negli ospedali.
Infatti, ben 80 volte su 10 non piacciono, nel resto dei casi non vengono toccate.
Il dato, unico disponibile nell’Ue, riguarda il solo Piemonte e riproduce, in meglio, la realtà italiana, che è ben più seria in fatto di sprechi di pasti in ospedale.
Proprio per questo Stato e Regioni hanno approvato delle linee guida che puntano a ridurre gli sprechi alimentari in sanità anche attraverso l’offerta di un vitto gradevole e adeguato alle necessità nutrizionali dei degenti.
Nelle linee guida è riportato un vero e proprio decalogo che indica fra le priorità quella di “stabilire una procedura di prenotazione individuale, semplificata e flessibile che garantisca la corrispondenza tra pasto prenotato e servito”.
Insomma, prenotare e scegliere il proprio menu aiuterebbe a tagliare gli sprechi.
È inoltre fondamentale che le preferenze vengano comunicate a personale competente tenendo conto della dieta imposta dalla patologia.
Quello che si auspica, è la presenza di una dietista, una figura specifica che possa aiutare nella scelta.
Come afferma Francesco Leonardi, segretario generale della Fesin, la Federazione delle società di nutrizione che ha partecipato alla stesura delle linee guida al tavolo del ministero della Salute, “i pasti non consumati dai degenti non sono solo uno spreco ma anche causa di deficit nutrizionale e di ridotto confort”.
Non è infrequente che durante la degenza si cali di peso o ci si alimenti in modo insufficiente.
Ciò avviene anche a causa della scarsa appetibilità delle pietanze, al modo con cui vengono presentate e agli orari sballati rispetto al mondo esterno.
Pertanto, le linee guida raccomandano che i menù vengano pianificati con un numero limitato di scelte.
Va inoltre garantita la varietà nel corso della settimana e porzioni piccole.
Secondo dice Maria Luisa Amerio, consigliere dell’associazione di dietetica italiana “c’è ancora poca attenzione a queste necessità. In Piemonte abbiamo svolto un’indagine approfondita sul gradimento dei vassoi che dovrebbe essere una pratica comune. Quando c’è l’opportunità di ordinare, gli scarti diminuiscono”.
Prenotare i pasti ospedalieri potrebbe quindi essere la soluzione agli sprechi.
E, dunque, si profilerebbe come una strada assai utile da percorrere per migliorare qualità della degenza ospedaliera e nutrizione dei pazienti.
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