Lanciata campagna per denunciare il crescente fenomeno degli attacchi a operatori sanitari, a livello internazionale ma anche nelle città e province italiane
“Non sono un bersaglio”. Non è solo un grido e un appello di civiltà, ma anche una campagna internazionale con un focus specifico sulla situazione nazionale lanciata dalla Croce Rossa Italiana. L’obiettivo è denunciare il costante intensificarsi di attacchi a operatori sanitari nei teatri di conflitti in tutto il mondo. Ma anche in ‘insospettabili’ contesti come le città e le provincie italiane. L’iniziativa culminerà nella settimana dal 10 al 17 febbraio con un Convegno Internazionale a Roma.
La Campagna è anche l’occasione per il lancio di un “Osservatorio” della Croce Rossa Italiana sulle aggressioni subite dai suoi operatori. Si mira così a censire i rischi legati al volontariato durante le attività svolte ed evidenziare i contesti di maggior pericolo, fino ad arrivare all’elaborazione di proposte concrete.
Non è trascorsa settimana, negli ultimi due anni, senza che il CICR (Comitato Internazionale di Croce Rossa) abbia registrato episodi di violenza contro l’assistenza sanitaria. I numeri parlano di circa 1300 incidenti in 16 Paesi in conflitto o colpiti da altre emergenze. Cifre incredibili e scioccanti. Oltre alle vittime immediate, gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie continuano a uccidere migliaia di persone come ‘effetto collaterale’. Ovvero privandole dell’accesso a un servizio vitale.
Ma questo tipo di violenze non si associa solamente a scenari ‘lontani’ e a Paesi coinvolti da conflitti bellici o di altro tipo.
“La percezione europea e italiana è che siano aberrazioni che non ci riguardano. Niente di più falso”. Tenendo conto dei logici distinguo, la Croce Rossa Italiana ha ritenuto sostanziale denunciare, attraverso “Non sono un bersaglio”, una realtà che riguarda anche i volontari CRI. Sono infatti 3.000 i casi registrati in quest’ultimo anno, a fronte di solo 1.200 denunce all’Inail. Si tratta di aggressioni a medici e infermieri in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici assistenziali sparsi per il nostro Paese. “Un’urgenza che si sta trasformando in emergenza nazionale. Da nord a sud”.
Altro drammatico aspetto è quello delle aggressioni agli operatori delle ambulanze e dei danneggiamenti ai mezzi stessi. Non esistono statistiche esatte sul fenomeno. Ecco perché la CRI ha deciso di istituire l’Osservatorio; proprio per colmare questa lacuna e fornire dati attendibili.
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