Infortunio su autobus e danno da lucro cessante

0
infortunio-autobus

La quantificazione del danno patrimoniale derivante dalla perdita della capacità lavorativa non può basarsi su una semplice percentuale di invalidità. Il caso riguardava l’infortunio su un autobus di un passeggero che, a seguito di una brusca frenata dell’autobus, aveva subito la frattura dello scafoide e richiesto il risarcimento del danno da lucro cessante. È stato chiarito che la capacità lavorativa è soggettiva e deve essere valutata concretamente in base alla diminuzione effettiva del reddito, evitando automatismi privi di scientificità (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 5 agosto 2025, n. 22584).

I fatti di causa

Il danneggiato subisce una frattura dello scafoide a causa d’una brusca frenata dell’autobus di servizio pubblico sul quale viaggiava (la frenata lo spingeva in avanti facendolo cadere sul pavimento e procurando l’infortunio sull’autobus).

Cita a giudizio la società proprietaria del mezzo, e il conducente di questo chiedendone la condanna al risarcimento del danno, tuttavia il Tribunale di Bari rigetta la domanda per mancanza prova del nesso di causa tra il sinistro e l’infortunio. Con decisione n. 890/2016 la Corte di Bari, invece, condanna proprietaria e conducente dell’autobus in solido al risarcimento…

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU SIAF – LA COMMUNITY PER SANITARI, AVVOCATI, GIUDICI E ORGANISMI DI MEDIAZIONE

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui