C’è ancora bisogno di dire che la vigilanza equivale all’assistenza attiva?
Evidentemente si, o almeno cosi pare pensare la Cassazione che si è trovata, quasi a fine 2025 a dover ribadire – in tema di spettanza di indennità di accompagnamento – un concetto che appariva ormai tanto consolidato quanto semplice.
Con l’ordinanza 28212 dello scorso 23 ottobre la Sezione Lavoro della Suprema Corte ha confermato il seguente principio di diritto: la supervisione implica necessariamente che l’attività in questione (la deambulazione) non potesse essere compiuta in autonomia e risulta altresì che tale attività non fosse episodica ma continuativa.
La vicenda
La vicenda in commento nasce da una impugnazione per violazione di legge, di una sentenza emessa ai sensi dell’art. 445 bis. cpc n. 6, impugnazione portata avanti per la retrodatazione del beneficio riconosciuto ad istante successivamente mancato...





