Irrilevante l’abbagliamento dal sole; violata la regola cautelare che impone all’utente della strada di moderare la velocità ai sensi dell’art 141 comma 4 del codice della strada

Con la sentenza n. 21551/2021 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso di un automobilista condannato in sede di merito per il reato di lesioni stradali di cui all’art. 590-bis, comma 1, cod. pen., per avere investito, mentre si trovava a bordo di un motociclo e omettendo di ridurre la velocità, un pedone che stava attraversando la strada, procurandogli lesioni gravi. Nel rivolgersi alla Suprema Corte, l’imputato lamentava che la Corte di appello avesse confutato l’esistenza di una esimente di forza maggiore mai invocata nell’atto di gravame. L’abbagliamento dal sole era stato invocato dal ricorrente solo al fine di dimostrare che l’incidente si era verificato nonostante il motociclista avesse posto in essere tutti gli accorgimenti prudenziali ivi compreso l’adeguamento della velocità alle condizioni della strada – necessari a evitarlo. A suo avviso, inoltre, il Giudice di secondo grado non avrebbe dato conto degli elementi di prova a sostegno dell’affermazione che il pedone non aveva attraversato la strada con repentinità o senza guardarsi attorno.

Il motociclista eccepiva poi che la sentenza impugnata non avesse descritto elementi fattuali idonei a definire la non adeguatezza della velocità tenuta nell’occorso dal conducente, limitandosi a indurla, a posteriori, dalla causazione del sinistro. La pronuncia, pertanto, avrebbe applicato al caso concreto presunzioni non consentite in sede penale. I giudici di merito non avrebbero ricostruito con certezza la dinamica dell’incidente, ed in particolare la traiettoria del pedone; infine non sarebbe stata individuata con precisione la regola cautelare violata, vale a dire la velocità che andava tenuta nel contesto stradale interessato dal sinistro.

Gli Ermellini hanno ritenuto infondati i motivi di doglianza.

In particolare, la violazione della regola cautelare prevista dall’art. 141, comma 4, cod. strada non era stata fondata dai giudici di merito soltanto sulla irrilevanza dell’abbagliamento dal sole, per essere un fatto prevedibile e non una causa di forza maggiore, ma era stata desunta da una pluralità di indici, quali la percorrenza di un tratto di strada rettilinea, in pieno giorno e l’assenza di elementi sintomatici di una manovra repentina ed improvvisa del pedone, tali da fondare il convincimento della violazione della regola cautelare.

La valutazione in ordine alla inadeguatezza della velocità tenuta dal conducente, in buona sostanza, era la risultante di un apprezzamento fondato su elementi di fatto ben descritti e delineati nella sentenza impugnata (ed in quella di primo grado), secondo una ponderata e non illogica valutazione di merito che non poteva essere messa in discussione nella presente sede di legittimità.

La redazione giuridica

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