Una sentenza del Tribunale di Roma ha fornito chiarimenti ulteriori in merito all’assegno di divorzio e alle circostanze in cui va corrisposto

In quali casi si deve riconoscere l’ assegno di divorzio? E quali sono i criteri? Il Tribunale di Roma si è espresso in merito con la sentenza del 13 luglio 2017, con la quale ha valorizzato il criterio attributivo-assistenziale. Secondo i giudici, infatti, il riconoscimento dell’ assegno di divorzio è collegato esclusivamente alla accertata inadeguatezza dei mezzi economici di cui dispone il coniuge.
Oltre a questo, deve essere provata l’oggettiva impossibilità di procurarseli.
La sentenza del Tribunale di Roma si inserisce nel solco di altri provvedimenti analoghi che sono stati emessi dalla stessa prima sezione.
Tra questi, quello della sentenza n. 11723 dello scorso 8 giugno. Tale sentenza, privilegiava per il riconoscimento dell’assegno di divorzio il criterio “assistenziale”, svincolato dal tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
Nel caso preso in esame dai giudici, che sono stati chiamati a pronunciarsi sullo scioglimento di un matrimonio, il Tribunale di Roma ha rigettato le reciproche domande di assegno di divorzio avanzate dai due coniugi.
La motivazione, per i giudici, è che vada abbandonata la originaria tesi che individua i presupposti dell’assegno di divorzio nella triplice funzione assistenziale, risarcitoria e compensativa .

Infatti, l’orientamento prevalente, collega il riconoscimento dell’assegno divorzile a una accertata inadeguatezza dei mezzi economici del coniuge.

Solo ed esclusivamente nel momento in cui questo accertamento risulti positivo, ai fini della determinazione del quantum, soccorrono gli altri criteri.
Tali criteri sono, nello specifico: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico di ciascuno alla conduzione familiare cd alla formazione del patrimonio, reddito di entrambi, durata del rapporto di coniugio e ragioni della decisione.
Nella recente sentenza n. 11504/2017 della Corte di Cassazione, inoltre, il riconoscimento dell’assegno di divorzio è condizionato da una verifica giudiziale che si articola necessariamente in due fasi.
La prima riguarda il riconoscimento o meno del diritto all’assegno di divorzio ed è improntata all’autoresponsabilità economica di ciascuno dei coniugi in quanto “persone singole”.
Riconosciuto il diritto all’assegno, si passa alla seconda fase. Questa concerne il “quantum debeatur” che investe soltanto la determinazione dell’importo dell’assegno stesso.
Tale fase è invece improntata al principio della solidarietà economica dell’ex coniuge obbligato alla prestazione dell’assegno nei confronti dell’altro quale persona economicamente più debole (artt. 2 e 23 Cost.).
Nel caso di specie, il Tribunale di Roma ha respinto la domanda di assegno avanzata dal marito contro la moglie in quanto l’uomo non ha dimostrato la sua impossidenza o la inadeguatezza dei redditi e sostanze.
Ma la medesima conclusione c’è stata per la domanda avanzata dalla moglie nei riguardi dell’ex coniuge, stante l’accertata situazione reddituale che le assicura i mezzi necessari per il proprio sostentamento.
 
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