Boom di incidenti delle ambulanze: la denuncia del Co.e.s

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L’Associazione nazionale conducenti emergenza sanitaria denuncia il notevole incremento dei sinistri stradali che vedono coinvolte le ambulanze. E lancia l’allarme.

È boom di incidenti delle ambulanze. E a lanciare l’allarme è il Co.e.s, l’Associazione nazionale conducenti emergenza sanitaria.

Moreno Montanari, il presidente, intervistato dall’Adnkronos ha denunciato l’allarmante boom di incidenti delle ambulanze. Ma di chi è la colpa? Per Montanari della diffusione di autisti improvvisati.

Quante volte capita di vedere piombare nel traffico autoambulanze a sirene spiegate per prestare soccorso? Eppure occorre una preparazione specifica anche per questo, perché sempre più spesso sono proprio le ambulanze ad essere coinvolte in scontri sulla strada, con morti e feriti.

Un fenomeno in costante aumento in Italia, dove nel 2017 sono stati 159 gli incidenti stradali, con 110 feriti e 10 morti, che hanno coinvolto automezzi di soccorso, personale di servizio, trasportati o parenti a bordo dell’ambulanza.

E per Montanari, la colpa è della “carenza di personale e l’esternalizzazione dei servizi che porta con sé una scarsa qualità nella formazione degli autisti soccorritori”.

Analizzando i dati raccolti dal Co.e.s., balza all’occhio l’aumento costante, registrato negli ultimi anni, degli incidenti che nel 2014 erano 103, l’anno successivo 127, cresciuti a 134 nel 2016, fino ai 159 dell’anno scorso.

Numeri in netto aumento anche per i decessi. Questi sono passati dai 3 del 2014 ai 7 del 2015 e 2016, ai 10 del 2017.

Più oscillante il numero dei feriti: 165 nel 2014, in lieve ribasso nel 2015 con 148 feriti, ma con un balzo a 192 nel 2016, ridotti a 110 l’anno scorso.

Se poi si analizzano i dati regione per regione, Montanari afferma che “dove il servizio è esternalizzato la casistica di incidenti è maggiore”.

E questo perché, purtroppo, a guidare le ambulanze sono sempre più spesso autisti ‘improvvisati’”. E da qui il boom degli incidenti delle ambulanze.

Infatti, prosegue il presidente del Co.e.s., “quando i servizi sono dati in gli enti tendono a risparmiare sulla formazione, anche se obbligatoria, e addirittura ci sono realtà dove c’è l’autoformazione, con una pratica dunque molto ridotta”.

Trend opposto nelle regioni in cui i conducenti hanno seguito corsi specifici sui rischi che si corrono durante lo svolgimento del servizio di emergenza sanitaria. Qui il numero di incidenti stradali è minore.

Ma quali sono i requisiti per guidare le autoambulanze?

“Per il concorso di assunzione in una Asl – afferma Montanari – l’Aran chiede come requisiti la patente B, 21 anni di età (in quanto veicoli speciali) e 5 anni di anzianità come autista di ambulanza, presso qualsiasi ente che lo certifichi”.

Ma attenzione. “Non in tutte le regioni questi requisiti vengono richiesti, ad alcune bastano anche un certo numero di anni di volontariato”.

Una situazione poco chiara, dunque. “Su tutto questo – conclude Montanari – la nostra protesta, affinché siano garantiti standard di formazione e preparazione, non viene recepita”.

 

 

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