Nell’ultimo incontro con la Sisac, la Federazione ha sollecitato le Regioni ad adoperarsi nei confronti degli organi competenti per garantire un’equiparazione tra gli scatti degli mmg e degli ospedalieri
Si è concluso sostanzialmente con un nulla di fatto l’incontro in programma mercoledì scorso tra la Sisac e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale incentrato sul rinnovo della convenzione dei medici di famiglia. Tutto rimandato a dopo la stagione congressuale quando la Sisac si è impegnata a presentare un nuovo articolato.
“Si è dovuto, purtroppo, constatare – ha fatto sapere la Fimmg – che la stessa Sisac non ha provveduto a presentare un’ipotesi di articolato diversa sulla base di quanto da noi richiesto nel corso degli ultimi incontri avvenuti. La motivazione addotta dall’Ente trattante di parte pubblica – riferisce il sindacato – è stata la necessità di completare ancora la raccolta delle riflessioni e delle proposte dei sindacati e a tal proposito ci è stata richiesta la consegna di un documento sintetico di osservazioni e proposte per la correzione del testo precedente, testo da noi già più volte rigettato”.
La Federazione dei medici di famiglia ha comunque precisato che l’incontro è stato chiarificatore su alcuni aspetti che ancora non erano stati affrontati e in particolare ha consentito di approfondire alcune questioni che dovranno essere affrontate per la definizione dell’Accordo Collettivo Nazionale, prima fra tutte le modalità di calcolo della base economica 2010 sulla quale garantire un rinnovo contrattuale innanzitutto di stabilità reddituale per i medici.
Fimmg chiede un interessamento e un’azione della Sisac nei confronti dei Ministeri competenti affinché nell’ambito degli aumenti da prevedere nella Legge Finanziaria vengano garantite alla medicina convenzionata disponibilità analoghe a quelle del pubblico impiego. In passato, infatti, le risorse per i rinnovi venivano accantonate dalle regioni la cui spesa era automaticamente legata al tasso di inflazione programmata. Con il blocco del 2010 alle Regioni è stato dato di meno: una norma con valore di legge non ha consentito di accantonare risorse per aumenti.
“Rimane chiaro – conclude la nota del sindacato – che la Fimmg non tollererà disparità di trattamenti su tali temi: è arrivato il momento di far seguire alle chiacchiere sull’investimento sul territorio i fatti che mettano la medicina generale al centro dell’agenda, anche economica, della politica di questo Paese”.




