“Progettiamo il futuro”, da FNOMCeO il programma per lo sviluppo della professione

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Il documento è il frutto dei lavori della III Conferenza nazionale di Rimini dello scorso maggio

Dopo un lungo lavoro di revisione e implementazione, FNOMCeO ha presentato il documento “Progettiamo il futuro”, una dichiarazione programmatica per lo sviluppo della professione, frutto dei lavori della Conferenza Nazionale di Rimini svoltasi a maggio.

Il documento, dibattuto e approvato all’unanimità la scorsa settimana a Bari da parte del Consiglio nazionale della Federazione dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, “disegna, in maniera organica e articolata, le rotte, le strategie, gli impegni dei prossimi anni”.

In particolare vengono individuati dieci punti per una revisione della Governance in Sanità, sei ambiti di assunzione di responsabilità della Fnomceo a livello istituzionale, otto direttrici di azione politica, otto linee di impegno dei singoli Ordini nei confronti dei Cittadini, della Professione e degli Iscritti.

“La Terza Conferenza della Professione medica e Odontoiatrica di Rimini – si legge all’inizio del Documento – ci ha detto, in modo inequivocabile, che la migliore difesa della nostra autonomia è la costruzione di una professione che si impegna a ricontestualizzare i nostri principi, i nostri valori, i nostri doveri ma anche i nostri diritti all’interno di un ambiente sociale, culturale ed economico in continuo cambiamento. […] I medici devono esprimere il loro parere sui problemi che assillano la società, dai delicati problemi di inizio e fine vita, alla cronicità, alla cura degli anziani e alla fragilità, dal costo della sanità alle contraddizioni del diritto, dai rischi ambientali, al consumerismo. È questo che la gente si aspetta e che restituisce autorevolezza e ruolo alla professione”.

“Siamo arrivati a Rimini per guardare al futuro”, aveva affermato il Presidente della Fnomceo Roberta Chersevani, a chiusura dei lavori della III Conferenza. Ora gli strumenti per affrontare le sfide dei prossimi anni sono a disposizione di tutta la Professione e al servizio dei pazienti e dei cittadini. “Rivisitare il ruolo e i doveri del medico nella realtà presente multidimensionale – conclude infatti il Documento -, significa recuperare il senso più profondo di cura dove scienza, cultura, valori, sensibilità, utilità, modalità e soprattutto la personalizzazione permettono di accedere al malato quale persona per consolidare l’alleanza terapeutica”.

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