Per il Gip del Tribunale di Crotone non sussistono elementi che lo facciano ritenere portatore di deficit psico-fisici tali da influire sulla sua capacità di intendere

Resterà in carcere L.A., il disoccupato 50enne che martedì scorso ha aggredito una dottoressa davanti all’Ospedale di Crotone, colpendola ripetutamente con un cacciavite. L’udienza per la convalida dell’arresto, infatti, ha visto il Gip del locale Tribunale rigettare l’istanza presentata dai legali dell’uomo. Questi avevano chiesto che il loro assistito venisse sottoposto a perizia psichiatrica,

Il Giudice, tuttavia, ha ritenuto la non sussistenza di elementi che facciano “ritenere A. portatore di deficit psico-fisici tali da influire sulla sua capacità di intendere”.

Intanto, il prefetto di Crotone ha disposto che siano intensificate le misure di stretta vigilanza del nosocomio civile San Giovanni di Dio.

La decisione è scaturita dalla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura alla presenza del sindaco e dei rappresentanti dell’Asp.

La problematica delle aggressioni al personale sanitario – informa una nota – era stata già stata esaminata in una riunione nello scorso mese di agosto. In occasione di un’altra aggressione nei confronti di un medico erano state disposte alcune misure a tutela della sicurezza degli operatori sanitari e della collettività. In particolare l’Asp si era dotata di sistemi di videosorveglianza e di un servizio di vigilanza presso il pronto soccorso e il reparto di riabilitazione. Adesso l’azienda sanitaria è stata invitata a ripensare ad un modello organizzativo interno che supporti i medici nella fase di comunicazione con pazienti e familiari.

Sulla vicenda è intervenuto anche il locale Ordine dei medici. “Con grande amarezza ci ritroviamo, ancora una volta, a commentare un atto criminale che ha messo a serio rischio la vita di una collega”. L’OMCeO sottolinea come sia ormai da tempo abbia chiesto a gran voce interventi concreti a tutela della categoria. Purtroppo più e più volte abbiamo denunciato una situazione divenuta assolutamente insostenibile. E ci lascia basiti il fatto che quando la vittima è il medico nessuno si indigna, quando il sanitario è in torto presunto assistiamo ad un tiro al bersaglio nei suoi confronti”.

 

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