La Corte censura la sentenza della Corte d’Appello di Napoli: trascrivere le doglianze e la CTU non basta senza un effettivo vaglio critico
La motivazione della sentenza d’appello è apparente quando si limita a riportare ampi stralci degli atti di parte e della consulenza tecnica d’ufficio, senza spiegare le ragioni per cui le specifiche censure formulate dall’appellante devono essere respinte.
Lo ha ribadito la Terza Sezione civile della Corte di cassazione con l’ordinanza 27 giugno 2026, n. 22085, accogliendo il ricorso proposto dalla sanitaria e dalla società coinvolte in una controversia per responsabilità medica relativa a un intervento estetico di laserlipolisi. La Corte ha cassato la sentenza della Corte d’Appello di Napoli e ha rinviato la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla stessa Corte in diversa composizione (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 27 giugno 2026, n. 22085).
L’intervento e il decesso
Il 17 febbraio 2016 un paziente si era sottoposto a un intervento estetico di laserlipolisi presso una società riconducibile alla dottoressa che aveva eseguito la prestazione, versando 1.000 euro.
Dopo l’intervento, il paziente era stato ricoverato il 24 febbraio presso l’ospedale Fatebenefratelli di Napoli e successivamente…





