Tra le novità del decreto migranti è prevista la lotta ai ricorsi di questi ultimi. Per Salvini, infatti, intaserebbero i tribunali pesando sui contribuenti
In attesa del testo definitivo del decreto migranti, Salvini riaccende come di consueto le polemiche.
Questa volta si è scagliato contro i ricorsi di questi ultimi. Secondo il ministro degli Interni, infatti, questi intaserebbero i tribunali.
Pertanto, nel decreto migranti, il ministro ha inserito l’eliminazione della reiterazione delle impugnazioni da parte di coloro i quali si sono visti respingere le richieste d’asilo.
Il patrocinio gratuito garantito in questi casi ai migranti, arricchisce a suo avviso “la lobby degli avvocati d’ufficio”. Oltre a intasare le aule dei Tribunali e pesare sui contribuenti.
Ma non è tutto.
Secondo il Ministro, il sistema previsto per le domande di protezione è gravato da un contenzioso che vede la previsione di ricorsi reiterati da parte dei migranti.
Per Salvini, per scoraggiare il fenomeno dei ricorsi e diminuire i costi per i contribuenti, occorre eliminare la possibilità di reiterare l’impugnazione del provvedimento, nel momento in cui il migrante ha completato il percorso per la prima volta.
Quindi nel decreto migranti sarà incluso l’addio all’assistenza legale gratuita per loro.
L’art 14 del decreto – nello specifico – prevede, al pari di quanto avviene già nel processo penale, che se l’impugnazione, anche incidentale, viene dichiarata improcedibile o inammissibile, nessun compenso deve essere liquidato al difensore.
Ancora, il secondo comma prevede che non possano essere liquidate neppure le spese relative alle consulenze tecniche di parte, se al momento del conferimento dell’incarico risultavano superflue o irrilevanti ai fini probatori.
Nel decreto migranti però sono previste anche altre misure.
In primis, l’incremento dei posti nei Centri permanenti per il rimpatrio, con la creazione di nuove sedi in luoghi già individuati (Macomer in provincia di Nuoro, Modena, Gradisca d’Isonzo a Gorizia e Milano) e nelle regioni che al momento non ne dispongono.
L’obiettivo è di ospitare 400 unità in più, che si vanno ad aggiungere alle 880 disponibili attualmente.
Previsto inoltre il blocco delle richieste d’asilo per chi commette reati e l’incremento delle ispezioni nei centri di accoglienza. Nel decreto si inserisce anche lo stop ai rientri in Patria da parte dei rifugiati.
Inoltre, si intendono contrastare gli sbarchi e le infiltrazioni di terroristi tra i migranti attraverso la modifica del Regolamento di Dublino.
Le misure inserite prevedono infine la lotta alle occupazioni abusive degli immobili; l’aumento dei vigili urbani nella misura di 1600 nel quinquennio 2018-2022 e la lotta alle mafie.
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