Dolore renale cronico: uno studio italiano ne scopre l’origine

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Grazie a uno studio portato avanti dal Gemelli di Roma si è fatta luce sulle cause e sull’origine del dolore renale cronico. 

Grazie a una importante ricerca condotta presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e l’Università Cattolica in collaborazione con la New York University si è scoperta l’orgine del dolore renale cronico.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Nephrology in occasione della “Giornata Mondiale per la salute del Rene”, quest’anno dedicata alla donna. La patologia del dolore renale cronico, peraltro, colpisce molto più le donne degli uomini.

La ricerca ha consentito di ipotizzare le sue cause nonché nuove forme di trattamento.

E il risultato di tale ricerca è stato reso noto in occasione della Giornata Mondiale del Rene che si celebra oggi, giovedì 8 marzo, e che è dedicata quest’anno alle malattie renali nelle donne.

La ricerca sul dolore renale cronico è stata condotta presso il Centro per le Malattie Rare del Rene della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, diretto da Giovanni Gambaro. Questo fa parte della rete ERKnet, che riunisce i centri di eccellenza europei per le malattia rare del rene. Il centro del Policlinico Gemelli si occupa di Rene con Midollare a Spugna da molti anni, avendo come mission sia la cura dei pazienti che la ricerca su questa malattia.

Secondo tale studio, esistono delle differenze di genere riguardo alle malattie renali.

Alcune di esse infatti sono più frequenti nelle donne, sia perché legate alla gravidanza (si pensi alla pre-eclampsia, una complicanza della gestazione caratterizzata da pressione alta), sia per una diversa suscettibilità nei due sessi.

Come testimoniato da diversi studi, sebbene la calcolosi urinaria sia meno frequente nelle donne rispetto ai maschi, una forma particolare di calcolosi legata a una malformazione renale, il rene con midollare a spugna, è più frequente nella donna.

Il rene con midollare a spugna è una malattia rara (ha un’incidenza compresa tra 5 su 10mila e 5 su 100mila). La suac aratteristica sono i numerosi episodi di calcolosi cui i pazienti che ne sono affetti vanno incontro.

Una delle manifestazioni del rene con midollare a spugna, cioè il dolore renale cronico, è così rara che fino a oggi non era stato possibile studiarla.

Si tratta peraltro di una condizione molto invalidante che richiede l’uso di analgesici maggiori come gli oppiodi.

Poiché la malattia è ignota a molti medici, accade spesso che alcune delle pazienti che ne sono affette non siano credute e siano considerate dipendenti da farmaci.

Ebbene, lo studio condotto al Gemelli, coordinato dal nefrologo Gambaro, ha fatto finalmente luce sull’origine di tale dolore.

Nell’articolo pubblicato sul Journal of Nephrology, Gambaro e un team italo-statunitense hanno potuto indagare 92 pazienti, quasi tutte donne, affette da rene con midollare a spugna e dolore renale cronico.

Avvalendosi di questionari specifici il gruppo di ricerca ha potuto quantificare quanto severa sia la sofferenza di queste pazienti.

E poi, quanto venga compromessa la vita familiare, lavorativa e sociale a causa del dolore renale cronico.

Inoltre, lo studio ha anche scoperto che il dolore di queste donne è spesso indipendente dalla espulsione dei calcoli.

Lo studio ha consentito di ipotizzare le sue cause, sì, ma anche nuove forme di trattamento. Tra queste, per esempio, la “simpaticectomia” percutanea renale.

Questa tecnica mini-invasiva di denervazione del rene potrebbe essere risolutiva. Essa si ottiene con un catetere introdotto nell’aorta e quindi nell’arteria renale. In sostanza, rilasciando energia a radiofrequenza interrompe i nervi che decorrono nella parete dell’arteria renale.

 

 

 

 

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