Polemica all’indomani dell’apertura dell’Aifa sulla possibilità di concedere anche agli infermieri di prescrivere farmaci. Smi molto contrario.
È di ieri la notizia di una importante apertura, da parte del Direttore di Aifa Mario Melazzini, in merito all’ipotesi di farmaci prescritti dagli infermieri.
Melazzini è infatti intervenuto nel corso del Congresso della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, in programma nei giorni scorsi a Roma.
Il dg dell’Aifa aveva parlato della possibilità di avviare un percorso “che possa garantire una risposta più funzionale ai pazienti”.
Ma dinanzi a tale proposta si sono già levate delle proteste piuttosto accese.
La prima è quella di Pina Onotri, il segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, che ha affidato a una nota il proprio malcontento.
La possibilità di aprire agli infermieri la possibilità di prescrivere presidi e farmaci viene contestata dal segretario dello Smi, secondo la quale, quella di Melazzini è “un’inaspettata e sfortunata boutade, un’entrata a gamba tesa”.
E sui farmaci prescritti dagli infermieri non fa sconti e invita il dg di Aifa a ritrattare.
“Non si crei confusione – dichiara – su un atto propriamente medico, così si alimenta oltretutto inutili e sterili contrapposizioni con il mondo infermieristico”
“Prima – ha sottolineato Onotri – era stato il famigerato comma 566, poi la decisione a Bologna di ‘eliminare’ i medici dalle ambulanze, ed ora una inaspettata e sfortunata boutade del direttore generale dell’Aifa, Melazzini”.
“Assistiamo ormai da anni – prosegue il segretario Smi – a un tentativo costante di ridurre le naturali aree di competenza dei medici, scaricandole sugli infermieri. Scelte e proposte che creano un conflitto sterile tra professionalità fondamentali nel sistema-salute e che risponde, purtroppo, alla continua necessità di ridurre i costi da parte di chi è incapace di gestire il Ssn e che lo sta portando a un suo progressivo smantellamento”.
Medici e infermieri, ha quindi concluso Onotri “sono tasselli fondamentali della sanità pubblica, non si creino ad arte scontri artificiosi, smettiamola però con questo attacco ai medici e alle prerogative proprie dell’atto medico”.
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